Progettazione e Architettura

Gianluca Andreoletti: «Nonostante ci siano Ordini e sindacati, i professionisti non sono rappresentati nei tavoli che contano»

P.P.

Scrive Gianluca Andreoletti

Nella pubblica amministrazione, sebbene le leggi siano nazionali ed europee, niente è uguale per tutti, cioè la legge si interpreta di continuo, anche perché i nostri legislatori non riescono a fare delle leggi chiare che non si contraddicano ma soprattutto che non lascino adito ad interpretazioni. Questo avviene a tutti i livelli, sia per la presentazione di una DIA, CILA che di una gara o concorso di progettazione.

C'è poi la questione dei tempi, ormai fuori controllo, per via sia del patto di stabilità che ha bloccato tutto e che vede gestire i bilanci in maniera illegale, cioè spostando capitoli di spesa da una parte all'altra, lasciando scoperte sempre le opere pubbliche. Questo ovviamente è anche l'annosa questione dei mancati o interrotti pagamenti alle imprese e ai professionisti.
Non meno pesante è la questione economica. Sta diventando veramente antieconomico lavorare, per progetti poco remunerativi e comunque laddove non c'è un lavoro di una grande opera, dove i costi esorbitano a dismisura, il ribasso delle tariffe arriva al 80% e i ritardati pagamenti fanno chiudere i più piccoli o spesso proprio quelli che lavorano con maggiore qualità e serietà.

A difesa del lavoro intellettuale del libero professionista che andrebbe difeso da una società civile, un vecchio tema è La Legge sull'architettura, ma qui credo ci sono idee differenti, anche tra gli architetti.

Per queste ragioni penso sia necessario per tutti noi occuparci di più degli aspetti legislativi e amministrativi della professione delegati sino ad ora a persone che hanno usato un ruolo pubblico come privato. Va riconsiderato anche il tema della rappresentanza che non c'è, sebbene esistano anche dei sindacati di architetti e professionisti.


© RIPRODUZIONE RISERVATA