Progettazione e Architettura

Edoardo Milesi: «Quando ci sono progetti veri (pochi) nessuno ha la competenza e il coraggio di contrastarli»

P.P.

Scrive Edoardo Milesi, Archos

Dalla laurea faccio concorsi e non ho mai smesso, credo di aver partecipato a più di 100 concorsi d'idee in Italia. Più della metà erano fasulli, molti non sono mai stati portati a termine, diversi vinti non hanno portato all'incarico e all'esecuzione dell'opera per cambi di amministrazione o altro. Ora guardo necessariamente ai concorsi all'estero. Rifarei tutto perché con i concorsi ho veramente imparato a progettare e a comunicare il mio progetto, mi sono costati tanto, ma gli incarichi importanti sono arrivati da lì e con quelli mantengo il mio lavoro, ora di grande soddisfazione. Considero la Soprintendenza e mi rapporto a lei come a un collaboratore e mi va quasi sempre bene. Le procedure si semplificano quando esiste il progetto del quale sei convinto, sono talmente pochi i progetti che si possono chiamare tali che quando compaiono nessuno ha la competenza e il coraggio di contrastarli.

Un bilancio? E' scandaloso che in questi 33 anni (da tanto sono architetto) in Italia nessuno si sia mai occupato in modo serio dell'istituto dei concorsi che in Francia e in Germania si è rivelato "economicamente" vincente non solo per le P.A., ma anche per i privati. Non solo il committente ha evidenti vantaggi, prevale la meritocrazia e tutta la categoria, che nel concorso cresce, si migliora e si confronta. Ho sempre avuto il dubbio che a non volere il concorso siano soprattutto quei colleghi che hanno posti di potere, dal potere hanno incarichi diretti e non hanno l'ambizione di prepararsi e mettersi in gioco.


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