Progettazione e Architettura

Volpi (Milano): «Non è serio doversi affidare a funzionari che discrezionalmente sanno cosa fare»

Paola Pierotti

Intervista a Daniela Volpi, Presidente dell'Ordine degli Architetti di Milano

Burocrazia e procedure in Italia? Sono temi appassionanti e disperanti. E in questo momento di crisi, ogni cosa è più sentita proprio perchè il lavoro non c'è quasi per nessuno. La fase che stiamo attraversando è durissima e non sembra migliorare: il settore delle costruzioni è stato particolarmente colpito e non c'è domanda pubblica.

E se la burocrazia blocca quel poco che c'è, la situazione diventa drammatica.

Capita che ci siano regolamenti che vanno uno contro l'altro, ci si affida a quei funzionari che discrezionalmente sanno e dicono cosa fare.

Un caso simbolo a Milano? Con l'approvazione definitiva del Piano del Governo del Territorio c'è stata un ondata disperata contro la totale incapacità degli stessi funzionari e dei professionisti di orientarsi nella compilazione della modulistica.

All'Ordine di Milano abbiamo organizzato un evento per aiutare i nostri iscritti a capire come comportarsi e abbiamo ricevuto più di 2000 richieste di partecipazione (non sono tanti nemmeno i professionisti che vengono a votare in occasione delle elezioni del consiglio).


A cosa attribusice questi rapporti tesi e conflittuali tra profesionisti e Pa? E' evidente che la macchina burocratica non riesce a funzionare nonostante le semplificazioni. Ogni azione tesa a facilitare i rapporti di fatto porta con sè nuove complicazioni. Capita che le leggi regionali siano in contrasto con quelle comunali e statali, e i progettisti non sappiano a cosa si devono riferire (un caso eclatante per Milano è stato quello relativo alla demolizione e ricostruzione, con variazione di sagoma).

Cosa fare? Bisogna riprendere in mano la questione senza continuare a mettere toppe. Serve coraggio, anche andando contro i tanti interessi locali.

Inevitabile? Assolutamente bisogna fare qualcosa. Se fossi un investitore straniero tutto farei tranne che investire in Italia in questo momento.


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