Progettazione e Architettura

Stefano Genoni: «A meno che non sia un grande intervento, non è possibile spiegare alla Soprindenza le scelte progettuali»

P.P.

Scrive Stefano Genoni

Per un giovane professionista trentenne, che ha un suo studio e è passato dalla carta al cantiere, quali sono i nodi critici della professione?

Le tempistiche che si prendono enti locali, vigili del fuoco, soprintendenze, asl e uffici tecnici in genere (30 - 60 gg e anche di più) per rilasciare pareri fanno scivolare di mesi l'inizio dei lavori, sempre sperando che il parere poi espresso sia favorevole.

L'impossibilità di poter presentare i progetti (a meno che non si tratti di grossi interventi) alle soprintendenze: molti pareri (negativi) vengono dati senza aver avuto la possibilità di spiegare alla commissione la filosofia progettuale e le scelte che hanno portato al progetto che si presenta.

La completa assenza di tutela della nostra figura professionale dal punto di vista economico: una volta terminato il cantiere siamo tenuti a firmare l'agibilità e quindi "consegnare" il fabbricato al committente anche se questo non ha saldato l'onorario. Se ad esempio l'agibilità (o la fine lavori) fosse subordinata al pagamento dell'onorario sarebbe tutto molto più semplice non dovremmo inseguire i clienti per la riscossione del credito.

La frammentarietà degli strumenti urbanistici sul territorio nazionale non aiuta: per lavorare in città diverse è necessario stuiare la disciplina urbanistica caso per caso, con evidente perdita di tempo e costi aggiunti.


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