Progettazione e Architettura

Simone Moggia: «La mancanza di chiarezza determina insicurezza e fa aumentare i contenziosi»

P.P.

Scrive Simone Moggia, KK Architetti Associati

Le e normative sono troppe e frammentarie e soprattutto non si ha mai la certezza di nulla; la legiferazione da parte delle regioni ha poi aumentato la confusione in una babele dove trovare quello che vorresti sapere è follia. La chiarezza in questo caso è fondamentale oppure sarebbe meglio ridurre al minimo le regole (ma in uno stato burocratico mi sembra impossibile purtroppo) come in altre parti del mondo dove gli imprenditori scappano. Quindi la mancanza di chiarezza innanzitutto e quindi l'incertezza che scoraggia e porta solo ad aumentare i contenziosi.

Per quanto attiene amministrazioni e sovrintendenze e enti in genere il problema è che ci sono troppi personaggi che possono dire la loro sul progetto; quindi quando hai fatto uno sforzo sovraumano per fare un'opera di architettura con una sua coerenza e hai convinto l'amministrazione inizia un nuovo gioco con i vari enti che sempre devono dire la loro. I troppi centri decisionali e di potere rallentano e spesso distruggono i progetti. Anche in questo caso il problema sarebbe risolvibile eliminando tutti questi enti lasciandone solo uno multidisciplinare che avesse solo competenza di controllo su poche regole chiare.

Esiste poi e forse è ancora più importante uno scarso livello di preparazione da parte di chi deve valutare i progetti. Con le dovute eccezioni in termini di competenza professionale, spesso capita che i progetti di architetti e ingegneri siano valutati dai geometri.

La mancanza di formazione imprenditoriale. In Italia ci sono poche imprese che lavorano nell'edilizia organizzate per lavorare in qualità; sarà un problema di denaro e di altre questioni politiche ma è molto difficile fare qualcosa di qualità perché c'è molta improvvisazione e preparazione. In Italia spesso se i progettisti insistono nel proporre soluzioni innovative, di qualità, sono visti come "i guasta feste" perché la cosa implica un'organizzazione, una progettualità, interpretate semplicemente come perdite di tempo anche dal committente che in un'opera di architettura è il 90% del problema.


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