Progettazione e Architettura

Marco Arrigoni: «Abbiamo vinto un concorso per una scuola a Pisa e la Soprintendenza, dopo l'aggiudicazione, ha messo un vincolo indiretto sull'area»

P.P.

Scrive Marco Arrigoni

I buchi neri della professione? Per quanto concerne le normative, è assurdo che comuni limitrofi abbiano regolamenti urbanistici ed edilizi a volte completamente dissimili e contrastanti su questioni che penso dovrebbero essere comuni a livello nazionale.

Il ruolo delle Sovrindendenze appare spesso ambiguo e allunga di moltissimo i tempi per il rilascio dei permessi, non basterebbe che un funzionario delle Sovrindentenze fosse nelle commissioni comunali? Oppure eliminiamo le commissioni comunali.

Il patrimonio esistente edilizio (almeno quello privato) in moltissimi casi risulta difforme dai permessi che ne avevano autorizzato la costruzione (licenze, concessioni ed anche e perfino i recenti condoni), su questo molte amministrazioni oggi impongono costosissimi adeguamenti e spesso i proprietari evitano nuovi lavori, però, almeno nella mia esperienza, quando si costruiva negli anni sessanta e settanta i disegni sembravano degli accessori, questo credo sia un punto che si dovrebbe regolare senza aspettare i "soliti condoni deleteri".

Sui lavori pubblici poi attualmente il mercato per i professionisti è praticamente bloccato, i concorsi più interessanti chiedono requisiti tecnico-finanziari che credo pochi oggi in Italia hanno, le gare con procedura economicamente più vantaggiosa (si giudica curriculum, progetto e offerta economica) vanno sempre a chi offre meno. La P.A. dovrebbe stabilire l'onorario e giudicare solo sulla qualità del progetto.

Un'ultima nota, relativa ad un esperienza del nostro studio, riguarda il caso del nostro concorso vinto a Siena per una scuola superiore su un'area da regolamento urbanistico destinata proprio a edificio scolastico, con le volumetrie precise. Ma arrivati al dunque, dopo un concorso internazionale faticoso e dispendioso per tutti, la Sovrintendenza intende mettere un vincolo indiretto sull'area, frenando così la P.A. con la progettazione e il rischio di vedersi bloccare successivamente la procedura. Ma dov'era la Soprintendenza quando è stato approvato il Regolamento e durante il concorso?


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