Progettazione e Architettura

Sentenza Cds: dagli immobili al personale, effetto a pioggia sulla gestione delle risorse

Gianni Trovati

La battaglia legale sfociata nella sentenza 6014 del Consiglio di Stato si è infiammata sui «risparmi forzosi», cioè sull'assegno del 5% nel 2012 e del 10% dal 2013 che le Casse professionali, le Authority e il Coni dovrebbero versare all'Erario calcolandolo sulle spese di funzionamento registrate nel 2010. Gli obblighi creati dalla giacchetta da «amministrazione pubblica» sono però anche molti altri, e si sono moltiplicati in questi anni di misure anti-crisi fino a toccare anche gli aspetti più di dettaglio della gestione delle risorse. L'elenco Istat da cui soprattutto le Casse previdenziali vorrebbero uscire, sulla base del fatto che non ricevono finanziamenti pubblici, serve del resto a tracciare i confini del «conto consolidato della Pubblica amministrazione», cioè proprio il dato che l'Italia porta ogni anno all'esame dei guardiani di Bruxelles.

Ovvio, quindi, che proprio intorno a quell'elenco si concentrino i tentativi, qualche volta affannosi, messi in campo dal legislatore per puntellare il bilancio pubblico. Lo stesso decreto di luglio sulla revisione di spesa, cioè il provvedimento che all'articolo 8 impone i risparmi forzosi sui «consumi intermedi» (sarebbero le spese di funzionamento, ma la nozione è tipica del bilancio dello Stato e non è facile da applicare ai conti delle Casse), chiede per esempio, a partire dal prossimo anno, un taglio del 50% alle spese per l'acquisto, la manutenzione o il noleggio di auto, e anche per l'acquisto di buoni taxi (articolo 5, comma 2). Alla stessa platea, l'articolo 1 del decreto impone di rivolgersi alle convenzioni Consip per una serie di acquisti, che spaziano dall'energia elettrica al gas, dai combustibili ai contratti di telefonia.
Ma come accennato la revisione di spesa approvata a luglio è solo l'ultima delle occasioni in cui Governo e Parlamento so sono dedicati agli enti compresi nell'elenco Istat. Il blocco di contratti e stipendi individuali posto nell'estate 2010 (articolo 9 del Dl 78/2010), per esempio, secondo la legge non riguarda solo gli uffici pubblici ma tutti gli enti dell'elenco Istat. La prima manovra estiva dell'anno scorso (articolo 12 del Dl 98/2011), con un'altra norma contestatissima, imporrebbe anche alle Casse la vigilanza del ministero dell'Economia su tutte le operazioni di compravendita di immobili, che potrebbero avvenire solo dopo l'ok di via XX Settembre. Un primo tassello sullo stesso tema era stato collocato nella manovra estiva dell'anno prima (Dl 78/2010), che chiedeva a tutte le Pa dell'elenco un censimento puntuale degli immobili utilizzati a qualsiasi titolo.


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