Progettazione e Architettura

Marsiglia, quattro salotti «open air» per far rinascere i Docks

Paola Pierotti

Costruire spazi commerciali non è una questione banale: il test si supera quando diventano luoghi dinamici, capaci di attrarre le persone, di proporre attività differenziate, quando sono «luoghi che funzionano». E l'architettura può essere il mezzo giusto «per creare un racconto», per generare opportunità e ricadute dirette sulla città e sulla vita delle persone che la vivono e la animano.

Su questo presupposto si imposta il progetto made in Italy della rigenerazione dei Docks di Marsiglia: un progetto privato e pubblico allo stesso tempo, un intervento di trasformazione urbana che vede protagonisti gli architetti genovesi dello studio 5+1AA, la società Constructa Urban Systems (developer e committente delegato guidato da Marc Pietri) e J.P. Morgan. Sono loro gli autori del maxi-intervento immobiliare (presentato al Mapic di Cannes la scorsa settimana) dell'ordine di 220 milioni di euro. Serviranno 50 milioni di euro per la realizzazione del complesso, ma sono 22 per le opere.

Il cantiere partirà la prossima primavera, quando Marsiglia sarà Capitale della cultura, e serviranno 16 mesi per completare i lavori.

Vincitore di un concorso internazionale il progetto propone un nuovo concept commerciale e si innesta su un edificio esistente, già trasformato da magazzino portuale a spazi-ufficio (50mila mq distribuiti su sette piani), ma che ancora (nonostante un recente progetto di restauro e riqualificazione) non è sfruttato in tutte le sue potenzialità. Se oggi il piano terra è un lungo «corridoio» di passaggio, con il nuovo progetto si punta a fare di questa stecca lunga 400 metri e alta 32 metri (cinque piani) un edificio-filtro, con un piano terra poroso, accessibile, vissuto in tutte le ore del giorno grazie a un mix di negozi, caffè, librerie, funzioni commerciali e altre per il tempo libero.

«La ricerca di permeabilità – spiegano gli architetti genovesi – deve avvenire innanzitutto sui bordi dell'edificio, lungo il suo perimetro, trasformando quello che oggi è un limite in un luogo da vivere e attraversare, e nello stesso tempo trasformando le quattro corti, in luoghi straordinari e inattesi». Così lo studio guidato da Alfonso Femìa e Gianluca Peluffo ha proposto di rivitalizzare il lungo percorso longitudinale creando nelle quattro corti quattro luoghi dove i materiali di progetto sono la luce, il colore e i riflessi.

Quattro corti come le quattro stagioni. La prima è la «Corte Barcellone», luogo che entra in continuità con le Terasse du Port (edificio in costruzione, commerciale, che separa i Docks dal mare) dove la luce sarà protagonista e metterà in evidenza il vuoto materico della corte esistente. La seconda si chiama «Corte Rome», italiana, dove la natura si fonde con la materia fatta di ceramica e specchi. Ancora, la «Corte Village» è stata concepita come lo spazio della quotidianità, dove la natura diventa presenza fisica che si confronta con la dimensione dei Docks, e la ceramica diventa materia che avvolge e caratterizza tutti gli spazi. Infine la «Corte Marchè», la corte della quotidianità popolare, sociale, il luogo ibrido, pieno di brusio e colori, «filtrato da un cielo di tendaggi e proteso verso la percezione complessiva degli spazi, verso l'esterno, verso la Place du Mediterranée».

Anche i due bordi, oggi sommatoria di strade e marciapiedi, diventeranno piazze lineari, amplieranno i limiti fisici dei Docks, definiranno un nuovo spazio pubblico variabile e cangiante.
Il progetto è nato nel 2010 ma è stato necessario un lavoro di management di due anni prima di arrivare al concept progettuale. I promotori spiegano che il loro progetto non sarà in conflitto con gli altri (tanti) edifici commerciali (presenti o in costruzione a Marsiglia): nei Docks si punta a integrare attività artigianali con piccole librerie, negozi di quartiere capaci di dare una risposta alternativa alle classiche «scatole commerciali» asettiche. Il nuovo progetto commerciale punta a offrire un contributo anche in termini di relazioni e di educazione sociale. «Sarà uno spazio pubblico senza perimetro – dice Femìa –, un'architettura osmotica».

Il programma dell'intervento progettato da 5+1AA riguarda la ristrutturazione dei pian terreno (10.912 mq), delle corti (1.415 mq) e degli scantinati (8.338 mq) dell'edificio dei Docks integrando la funzione commerciale con l'intrattenimento, la ristorazione e i servizi.

In un contesto di pesante trasformazione urbana, come quella che da una decina di anni sta interessando la città di Marsiglia, il progetto dei Docks si distingue per la forza intrinseca di un'operazione complessa che non punta sul design spettacolare di un landmark ma piuttosto sull'essenza del progetto. Un progetto concepito per essere un volano di recupero del quartiere, una porta verso il mare e un elemento di connessione con la città storica.


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