Progettazione e Architettura

Carlo Ratti Associati si aggiudica una scuola a Cavezzo. Dopo il terremoto «una serra abitata»

Paola Pierotti

La gara da 3 milioni per un istituto scolastico da realizzare a Cavezzo, uno dei paesi colpiti dal terremoto, è stata indetta dalla Fondazione Renzo Piano - In gara Ratti, Iotti+Pavarani e Arcò

A Cavezzo, uno dei paesi colpiti dal terremoto dell'Emilia, sarà realizzata una scuola progettata da un giovane studio italiano. Il progetto è stato selezionato da Renzo Piano ed è frutto di un concorso ad inviti, indetto dalla Fondazione Renzo Piano, e ristretto ai tre studi premiati e menzionati nei mesi scorsi dalla Fondazione e dall'Associazione Aiac.

Vincitore è lo studio torinese Carlo Ratti Associati che ha proposto una piazza coperta, molto illuminata e piena d'aria dove bambini e ragazzi potranno giocare ma anche dove si potrà riunire la cittadinanza. Una soluzione scelta per la capacità di coniugare recupero e integrazione ma anche per la necessità di fare presto e bene.

Con i fondi raccolti dal Corriere e da TgLa7, una somma dell'ordine di tre milioni, Renzo Piano si è proposto per organizzare una consultazione tra giovani architetti e, unico giudice, ha scelto il progetto della nuova scuola da realizzare nella cittadina danneggiata dal sisma.

Oltre a Ratti, in lizza c'erano Iotti+Pavarani Architetti e Arcò, finalisti del premio «Renzo Piano ad un giovane talento», istituito nel 2010 per la prima volta presso la Fondazione.
Gli architetti sono stati invitati a mettersi in contatto con il comune emiliano e hanno fatto un sopralluogo lo scorso 5 novembre; il 20 novembre a Genova l'architetto Piano ha valutato le proposte dei tre studi che hanno portato elaborati in un foglio A0 ed un modello di cartone scala 1:200.

Il progetto. «A Cavezzo, dopo il terremoto dello scorso maggio, ci aspettano seicento bambini e le loro nuove scuole: due strutture costruite velocemente per rispondere all'emergenza, una diversa dall'altra. Per metterle in comunicazione - raccontano dallo studio torinese Carlo Ratti Associati - abbiamo pensato a una grande serra abitata, coperta da una leggerissima membrana trasparente che minimizza i rischi in caso di terremoto, per uno strano paradosso della scienza delle costruzioni, infatti, le strutture leggere sono le migliori in caso di carichi sismici» commentano.

All'interno della serra trovano posto tra gli alberi i nuovi laboratori, gli orti didattici, la sala polivalente e la palestra, il tutto in continuità visiva con gli spazi esistenti e con la campagna circostante. «L'abbiamo chiamato The Learning Garden, un giardino per imparare, che diventa tessuto connettivo in cui si possano svolgere molteplici attvità in modo flessibile».
Secondo gli architetti «la risposta al terremoto non deve essere basata sulla paura: al contrario, si può reagire con piu' natura e leggerezza immaginando uno spazio per l'incontro e le relazioni, in grado di ridonare sicurezza e speranza ai bambini e agli adulti che lo utilizzeranno».


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