Progettazione e Architettura

Top 100 architettura, tengono i ricavi dei big - Citterio in testa, Fuksas in crescita, Thun e Gregotti in rosso: la tabella con tutti i dati

Aldo Norsa

La classifica delle prime 100 società di architettura per fatturato. Nella tabella tutti i dati desunti dai bilanci 2011. In testa alla classifica si confermano Citterio e Piano. Boom di ricavi per Fuksas, Degw, Archea, Goring & Straia, Garretti. In liquidazione Gregotti

Citterio e Piano si confermano i «principi» dell'architettura italiana. A posizioni invertite rispetto all'anno scorso. Ma la classifica delle prime 100 società di architettura, costruita sulla base dei bilanci civilistici 2011 (clicca qui per scaricare la graduatoria con tutti i dati di bilancio ), regala più di una sorpresa.

Va detto, innanzitutto, che rispetto alla società di ingegneria (sul cui esempio sono costituite) le società di architettura hanno attività più circoscritta e polarizzata nelle costruzioni (vi realizzano 95% del fatturato, specificamente in edilizia). La classifica delle prime 100 dà un fatturato totale di 195,3 milioni (1,6% più del 2010), un Ebitda di 20 milioni, (meno 11,6%), un utile netto di 5 milioni (meno 45,5%) mentre i debiti (5,9 milioni) si aggravano del 20,4 per cento.

Al vertice della graduatoria la crescita più importante è quella di Massimiliano e Doriana Fuksas Design, che dopo il calo del 2010 vede il fatturato salire dell'85,8% raggiungendo 8,4 milioni, che sarebbero 10,5 se sommati ai fatturato di Fuksas Associati (senza contare lo studio di architettura individuale che nel 2010 sfiorava i 4 milioni ma non ha fornito nuovi dati). Invece, in leggero calo, si confermano ai primi due posti (ma a posizioni invertite) Antonio Citterio Patricia Viel and Partners e Renzo Piano Building Workshop, rispettivamente con 10,9 e 10,5 milioni di fatturato. Quest'ultimo vale molto di più con le società estere, ma la somma non è nota. Si segnalano anche quattro società che nel 2011 più che raddoppiano il volume d'affari superando i 2 milioni: Degw Italia (141,1%), Archea Associati degli architetti Laura Andreini, Marco Casamonti e Giovanni Polazzi (116,4%), Goring&Straja (104,4%) e Garretti Associati (101,2%).

Opposta è invece la prestazione della "blasonata" Gregotti Associati International (in liquidazione volontaria) e di Pica Ciamarra Associati che vedono il fatturato calare rispettivamente del 61,3 e del 58,2 per cento. La prima, posta in liquidazione lo scorso giugno per raggiunti limiti di età di entrambi i titolari (Vittorio Gregotti e Augusto Cagnardi), chiude il 2011 con un rosso di oltre 2 milioni. A seguire ben otto società registrano perdite che superano i 100mila euro, in particolare: Dlc, presieduta da Alberto Dal Lago e da Franco Cislaghi (meno 323mila); Matteo Thun & Partners (meno 279mila) e Chapman Taylor Architetti (meno 180mila), filiale dell'omonimo gruppo britannico. Tra le note positive le due società che chiudono il bilancio 2011 con il massimo utile netto sono Massimiliano e Doriana Fuksas Design (che passa da 393mila a 1,6 milioni) e Studio Baciocchi (utile superiore a 1,4 milioni, più 64,4%). Non hanno i numeri (2011) per entrare in classifica società come Abda, Camerana & Partners, One Architecture, F&P International, Match Engineering (collegata ad Abdr), Id-lab, J.M. Schivo Associat i, Sincretica, Stefano Boeri Architetti, Breg, Cantarelli Moro & Partners, Archa International.

Da questa panoramica sono, inoltre, esclusi alcuni grandi nomi che per diversi motivi associano alla forma imprenditoriale l'esercizio della professione in forma individuale. In primis Stefano Boeri (che con due studi più la piccola società per l'estero citata fattura rispettivamente 1,9 milioni e 242mila euro). Mentre altri, tra cui nomi noti come Paolo Caputo e Aldo Cibic, non appaiono in classifica perché in fase di riorganizzazione societaria. Inoltre i dati di fatturato in questa classifica possono essere sottostimati per due motivi. Primo: alcuni grandi architetti esercitano sia tramite società che studi professionali: è il caso del citato Massimiliano Fuksas, ma anche di Paolo Desideri, Tommaso Valle, Benedetto Camerana; quest'ultimo ai 266mila euro fatturati dalla società ne aggiunge 317 come studio, i primi due hanno un'attività professionale che vale rispettivamente un milione e 630mila euro. Tra questi anche lo studio milanese Zoppini che ha chiuso il 2011 con ricavi per 420mila euro.

Secondo: altri grandi architetti hanno un raggio d'azione internazionale: Renzo Piano ha da sempre un più importante ufficio a Parigi a cui più recentemente ne ha aggiunto uno a New York, Massimiliano Fuksas ha anch'egli una filiale parigina e una a Shenzhen, Alfonso Mercurio opera da Singapore e Massimo Roj (Progetto Cmr) da Istanbul, Pechino e Tianjin. E più recentemente Mario Bellini e Paolo Brescia (Obr) hanno aperto a Londra.

Poiché il comparto dell'architettura conosce un'evoluzione da assetti libero-professionistici a imprenditoriali con maggior ritardo dell'ingegneria, per il carattere più "artigianale" e creativo delle prestazioni) le aggregazioni sono limitatissime. Talvolta esse si spingono fino alla formazione di un gruppo comprendente più società, talaltra si limitano (almeno inizialmente) ad accordi informali con l'intento di "far rete". Un primo caso è quello di Lombardini 22 che dal 2009 possiede il 70% di Degw Italia; nonché di Compagnia del Progetto e Cdp Design che fanno capo alla società di ingegneria Fg Tecnopolo (Flammini Group). Un secondo è il caso della rete di imprese Crescendo e di Ciao Group: la prima (nata nel 2011) conta, oltre alle già citate Lombardini 22 e Degw, Destudio, Studio Forward e Wip; la seconda è formata da Studio Amati, Lenzi Consultant, Polis e Reconsult.


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