Progettazione e Architettura

L'ultima opera di Roland Carta a Marsiglia. Musica e cultura nel vecchio silo del grano

Paola Pierotti

Se gli olandesi Mvrdv a Copenhagen hanno recuperto due silos del grano "aggrappando" un sistema di alloggi e trasformando la struttura inutilizzata in un edificio, privato, residenziale; l'architetto Roland Carta a Marsiglia ha riconvertito un silo del grano, usato per il deposito del grano che veniva caricato e caricato dalle navi, ma inutilizzato per vent'anni, in un centro polifunzionale complesso. Al suo interno ci sono uffici, un grande auditorium per la musica, spazi per mostre temporaneee e un ristorante panoramico.

L'architetto Roland Carta (C+T Arquitectes) si è aggiudicato la progettazione di questo edificio vincendo un concorso internazionale nel 2004 e a fine 2011 ha inaugurato uno dei landmark della nuova Marsiglia poco lontano dalla torre di Zaha Hadid (costruita nel 2007 per la compagnia marittima CMA CGM) e dai Docks in via di rivitalizzazione grazie ad un progetto made in Italy firmato dai genovesi 5+1AA.

Il progetto di Carta è un unicum che può diventare modello per tante altre operazioni di riconversione del patrimonio industriale e per altri waterfront (anche in Italia). Un progetto di forte potenzialità nonostante un'apparente posizione ‘precaria' trovandosi di fatto tra l'autostrada e il porto.

All'edificio si accede da una rampa pedonale sopraelevata e sempre all'esterno è ben visibile il montacarichi che è stato riabilitato e usato per far salire i materiali delle scenografie che serviranno nell'auditorium.

Nella sala per la musica, l'acustica è stata una delle grandi sfide del progetto avendo dovuto procedere con continui compromessi per mantenere inalterate le forme e le proporzioni dell'edificio esistente.

All'interno dei cilindri che ospitavano il grano, Carta ha ricavato i ballatoi, e queste «cellule» sono rimaste visibili anche nel salone di ingresso dove, «come mammelle», una serie di coni sembrano perforare il soffitto.

Recupero dell'archeologia industriale, integrazione tra vecchi e nuovi materiali, percezione continua dell'intorno (con le grandi navi che passano oltre le finestre) e perfetta sinergia tra lo spazio e la qualità dei suoni. E' questo il dna del Silo di Carta.

L'architetto marsigliese (il cui studio ha un fatturato dell'ordine dei 7 milioni di euro all'anno) è anche uno dei progettisti delmuseo Mucem (in costruzione, vedi la gallery con un viaggio nel cantiere ) vinto con un altro concorso insieme a Rudy Ricciotti. In questi mesi si è aggiudicato anche un altro concorso, sempre nella sua città, a Marsiglia per realizzare un nuovo museo, all'interno di un tessuto urbano già molto ricco. Carta realizzerà infatti un museo all'interno di uno shopping mall e con un affaccio privilegiato su un grande parco archeologico (vedi la fotogallery con le immagini del progetto ). Un'operazione da circa 20milioni di euro (4 finanziati dallo Stato e 16 dalla Città).


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