Progettazione e Architettura

Viaggio tra le case monofamiliari realizzate dagli under 40: volumi geometrici e sostenibilità nel rispetto del paesaggio

Monica Zerboni

Forme geometriche e volumi compatti sembrano essere le cifre stilistiche delle più recenti costruzioni monofamiliare ad opera di giovani architetti italiani under 40.
In esse la ricerca di autonomia visiva pare risolversi nell'utilizzo di una gamma limitata di materiali e di colori affinché si evidenzi al meglio il gioco dei pieni e dei vuoti e si favorisca l'inserimento armonioso del costruito in una natura spesso ancora incontaminata.
Stretti riferimenti al genius loci suggeriscono ai progettisti la scelta di materiali autoctoni, quasi poveri - legno, sasso o pietra naturale - alla ricerca di una connessione emotiva e culturale con i diversi contesti ambientali.
Al vetro invece si riserva il ruolo di filtro tra interno e esterno oppure lo si elegge a strumento indispensabile affinché il paesaggio circostante diventi tutt'uno con l'interno della casa.

Nei progetti qui illustrati la spiccata sensibilità ambientale corrisponde a precise scelte di sostenibilità. In essi la presenza di sistemi passivi per la produzione di energia si accompagna spesso con lo sfruttamento dei materiali costruttivi come fonte di regolazione termica. Si noterà inoltre che molti interventi sono frutto del recupero di un preesistente manufatto. In essi il linguaggio progettuale utilizzato non stravolge il modello di partenza ma lo reinterpreta attraverso scelte autonome che danno origine a uno stile architettonico sintetico e funzionale.
Nella residenza con ufficio realizzata dallo Studio Archisbang nei pressi di Torino l'archetipo della casa monofamiliare viene interpretato nella scomposizione volumetrica in due corpi di fabbrica, uno in pietra grezza di Luserna e l'altro rivestito da un intonaco liscio di colore acceso. Tagli geometrici di luce naturale bucano le austere facciate mentre il profilo tradizionale del tetto a due falde viene spezzato lungo la linea di colmo e divaricato nella ricerca di una migliore visibilità.
Anche la casa –atelier d'artista progettata da Modus Architects a Castelrotto (Bz) si compone di due volumi. Ruotati fra loro, questi s'incastrano ad angolo nel terreno digradante risultando in parte ipogei. Realizzato completamente in legno tranne il basamento in pietra naturale e sorretto da elementi portanti a V, l'edificio offre un'originale versione della tradizione costruttiva locale della quale conserva lo stile e i materiali, pur ottemperando a moderni criteri di sostenibilità.

Sensibilità ambientale e rigore delle forme risultano essere le caratteristiche della casa progettata da Lucio Serpagli a Borgo Val di Taro (Pr) . Il quadrato e le sue variazioni geometriche, la sua metà e i multipli rappresentano la base e la forma originaria del progetto nella sua conformazione planimetrica. L'edificio si sviluppa su tre livelli, dei quali, data la topografia collinare del terreno, uno risulta interrato. Il piano terreno, concepito come un unico ambiente, si allarga in un patio vetrato che rompe la compattezza del volume originale e consente al paesaggio circostante di espandersi all'interno della casa.
Ancora due unità separate compongono la villa realizzata dallo Studio rM Franz Moscati all'Argentario (Gr). Connessi fra loro da una serie di terrazzamenti a giardino, i due corpi di fabbrica ritrovano l'unitarietà compositiva nella fodera faccia a vista di pietra naturale, proposta sia nel fabbricato preesistente oggi risanato sia in quello di nuova realizzazione, mentre sui i tetti i coppi originali in laterizio sono stati integrati con altri ugualmente antichi. Essendo l'impiego di materiali naturali l'obiettivo primario del progetto, la pietra è stata diffusamente utilizzata anche per gli interni, sia essa sotto forma di travertino, marmo, basaltina o lavagna.

È frutto di un restauro anche la residenza progettata dal gruppo Modostudio alle pendici del monte Argentario. Un vecchio annesso agricolo è stato parzialmente ricostruito conservando la medesima volumetria e utilizzando il pietrame di recupero del preesistente manufatto. Il tetto a falde, in pianelle di cotto, richiama lo stile degli edifici storici toscani, ma utilizza soluzioni tecniche contemporanee. Tagli verticali sulle superfici esterne della casa creano suggestivi scorci verso il mare mentre il contrasto tra la pietra delle facciate e le imbotti delle finestre, di colore bianco, esaltano la volumetria dell'edificio. Peculiare del progetto, oltre all'utilizzo di materiale di recupero per la muratura, è la presenza di un sistema di pannelli solari per la produzione di energia.

Info:
www.archisbang.com
www.modusarchitects.com
www.studiolucioserpagli.it
www.Modostudio.eu
www.franzmoscati.it


© RIPRODUZIONE RISERVATA