Progettazione e Architettura

Rocca: «Siamo libere di lavorare sempre»

P.P.

Le donne che passeranno alla storia nel mondo dell'architettura. Due nomi mi sono subito venuti in mente subito: Zaha Hadid e Benedetta Tagliabue. Entrambe hanno già delineato un loro modo di interpretare lo spazio in maniera molto chiara e riconoscibile. Mi piace molto anche il lavoro di Francine Houben di Mecanoo di cui apprezzo la forza di volontà e la capacità manageriale di gestione dello studio.

Le difficoltà di lavorare sul cantiere e in un ambiente prettamente maschile sono più che palesi a tutte noi ma quando penso ad alcune pioniere della scienza ( Marie Curie o Margherita Hack ) che sono riuscite a abbattere tanti muri in campi considerati maschili ho speranza per le nostre figlie. In questo momento di crisi generale siamo state lasciate molto sole come professioniste nonostante tante donne al governo.

Non vedo flessibilità nelle proposte attuate ed a volte trovo incomprensibile come manchino forme di rientro nell'attività lavorativa per donne che magari hanno sospeso la loro attività per accudire i figli ed ora si ritrovano fuori dal mercato senza sostegni ed opportunità.

Credo che ognuna di noi fin da piccola abbia inconsciamente imparato dalle nostre madri ad essere multitasking e questo ci dà una marcia in più per affrontare la vita di mogli, di madri e soprattutto di professioniste "libere di lavorare sempre". Penso inoltre che il punto di vista femminile ci dia la possibilità di guardare all'architettura da sfaccettature diverse che magari permettono ad alcune di noi di innovare.


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