Progettazione e Architettura

Manna: «Resistenza civile contro la disonestà e l'incompetenza»

P.P.

Scrive Stefania Manna (ingegnere, socia dello studio di architettura di Roma Ian+)

Fin quando in Italia si continuerà ad impostare la questione delle donne sulla differenza di genere e la relativa discriminazione, non si arriverà mai da nessuna parte. Pesano da un lato gli ovvi inconvenienti dell'essere donna in un mondo di uomini e dall'altra le scelte necessarie per rimanere in competizione con i colleghi dell'altro sesso.

Per me il punto è altro: il livello di civiltà di tutti i cittadini di questo paese, uomini o donne che siano, l'applicazione di questa perdita di peso specifico della civiltà di ciascun individuo trova nei vari campi della professione, come della vita sociale, solo declinazioni e sfumature diverse, ma nella sostanza rimaniamo un paese a basso livello di civiltà. Civiltà che è in prima istanza garanzia democratica di diritti e doveri e subito dopo rispetto dell'individuo e quindi del suo lavoro e di ciò che con questo lavoro ella/egli è capace di raggiungere tanto in termini di welfare, quell'intraducibile benessere condiviso da una collettività che in questo paese ignoriamo, quanto in termini di obiettivo personale/professionale.

In questo senso i nostri confini nazionali definiscono i limiti di un baratro di inciviltà di fronte al quale parlare della figura della donna mi sembra davvero un dettaglio: è vero che "il corpo delle donne" della brava Lorella Zanardo grida vendetta, ma la resistenza civile che ogni giorno siamo chiamati ad offrire alla distruzione sistematica del rispetto dei propri diritti individuali è ben altro dai luoghi comuni di donne che non possono lavorare alla pari dei loro colleghi, se non rinunciando alla famiglia e viceversa, di figure femminili maltrattate in contesti lavorativi ad alta densità maschile, in quanto costantemente e prioritariamente violentate nella comunicazione quotidiana, di carta stampata, cartello pubblicitario, discorso politico o piaga televisiva che sia.

La resistenza civile che dobbiamo continuamente opporre al dilagare imperante della disonestà, dell'incompetenza, dell'arroganza e del malaffare, che regna in particolare nel settore delle costruzioni, implica ben altro sforzo del lamentarsi per la condizione femminile


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