Progettazione e Architettura

Pannelli trasparenti e colorati:
nel fotovoltaico vince l'hi-tech

Mila Fiordalisi

Dai moduli che lasciano filtrare la luce alle vernici «solari»: le soluzioni più innovative per l'integrazione architettonica degli impianti da fonti rinnovabili

Sempre più sottili e leggeri, dalla resa energetica in continuo aumento. Ma, soprattutto, sempre più progettati in nome del design oltre che della funzionalità.
I moduli fotovoltaici si stanno evolvendo a ritmo da record. I grandi produttori mondiali continuano a mantenere alti gli investimenti in innovazione, sostenuti dalla ricerca scientifica che ha già nel cassetto soluzioni hi-tech capaci di mandare in pensione il «vecchio» silicio e di aprire nuovi scenari, come quello delle vernici «solari».
È sulla sfida dell'integrazione architettonica che sono sempre più puntati i riflettori. A metà ottobre Sharp ha annunciato l'entrata in produzione della prima «collezione» al mondo di pannelli fotovoltaici trasparenti, in grado non solo di produrre energia ma anche di far filtrare la luce solare. Un'innovazione pensata per la realizzazione di singoli elementi (finestre, solai, balconi) in progetti di riqualificazione, ma anche di intere pareti fotovoltaiche in caso di nuove costruzioni, grattacieli inclusi. I pannelli trasparenti sono a base di lastre di vetro laminato, dello spessore di 9 mm, all'interno delle quali vengono «iniettate» micro-celle fotovoltaiche. La resa energetica non è eccezionale – circa il 6,8%, contro il 20% delle soluzioni tradizionali – ma il punto di forza dei pannelli sta nella loro capacità di far filtrare la luce e quindi di sfruttare il sole per produrre energia e garantire il massimo apporto di illuminazione naturale. Inizialmente i pannelli saranno distribuiti solo sul mercato nipponico, sotto forma di lastre da 1,4x1 metro, ma l'azienda punta oltreconfine.

Fra le novità più accattivanti per facciate e tetti di design ci sono i pannelli colorati: in occasione di Solarexpo 2012, la marchigiana Brandoni Solare ha svelato un modulo fotovoltaico policristallino con celle colorate tutto «made in Italy». Nello stabilimento di Castelfidardo il modulo viene assemblato in maniera totalmente automatizzata: la stringa da 60 celle viene allestita all'interno di due fogli di Eva (Ethyl Vinyl Acetate) laminati a loro volta incapsulati tra un vetro temperato di 4 mm di spessore e un foglio di Tedlar trasparente multistrato.


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