Progettazione e Architettura

Grenon: «Due carte da giocare: concretezza del vivere lo spazio e sensibilità per l'ambiente»

P.P.

Nathalie Grenon, architetto di origini canadesi, 55 anni è socia di Piero Sartogo

Tre donne che lasceranno un segno nel mondo dell'architettura? Francine Houben (Mecanoo), Lina Bo Bardi e me stessa (conto anche sulla mia longevità). Mi dispiace non poter citare altri nomi (sempre gli stessi "occidentali") perché sono convinta che ci siano molte donne architette "ignote" eccezionali. Penso all'Africa in particolare.

Le difficoltà che incontra una donna-professionista sono a mio parere quelle che hanno in generale le donne nell'ambito pubblico. Oggi le "quote rosa" ufficiali hanno decisamente attenuato una certa forma di maschilismo. Il potere in mano alle donne, in crescendo, di decidere, pensare e realizzare avrà sicuramente un'altra forma di comunicazione e partecipazione. Questo motore di "potere" (inteso principalmente come azione/verbo "potere" e non come sostantivo) non è nel DNA della donna: ci vorranno anni o secoli perché configuri una sua identità.

Il plus delle donne nel mondo dell'architettura? Una grandissima concretezza del "vivere" lo spazio e delle varie generazioni che lo vivono. Un pensiero intuitivo che è molto più concreto della "ragione". Una grande sensibilità alla qualità ambientale e al risparmio, inteso come risparmio delle risorse e attenzione agli sprechi ma meno in senso economico.


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