Progettazione e Architettura

Milano, bando Vigorelli a rischio: dubbi sul rispetto dell'anonimato

Alessia Tripodi

Ma il Comune assicura: «Procedura e documenti sono stati elaborati nel pieno rispetto della normativa, non c'è alcun pericolo di illegittimità»

Anonimato a rischio nel concorso per la riqualificazione dello storico Velodromo Maspes Vigorelli a Milano. Il bando (scarica il testo ) per la gara internazionale di progettazione - lanciato i primi di ottobre dal Comune del capoluogo lombardo (vedi articolo ) - scade il 4 dicembre, ma tra gli aspiranti partecipanti c'è già chi ha sollevato la questione di legittimità con un quesito indirizzato alla segreteria del concorso, nel quale si mette in evidenza il rischio di «riconducibilità» dell'idea progettuale richiesta ai concorrenti nella pre qualifica al progetto nella fase concorsuale e, dunque, una possibile violazione dell'anonimato. Violazione che già nel 2008 ha comportato l'annullamento delle sei gare del programma «Qualità Italia 2007» da parte dell'Autorità di vigilanza, che, accogliendo il ricorso dell'Ordine degli architetti di Campobasso, bocciò i bandi proprio perché i giurati potevano ricollegare i progetti finali alle idee.

Il bando per il Vigorelli prevede due fasi di selezione (e un'unica giuria). Una prima in cui vengono individuati 10 progettisti (o gruppi di progettisti) anche sulla base di una tavola A1 che sintetizzi «l'idea progettuale del concorrente» e di una relazione del metodo di approccio al tema progettuale, oltre a considerazioni su inquadramento nel contesto urbano e tipologia dell'intervento, e una seconda fase, quella concorsuale vera e propria, in forma anonima. Una procedura identica a quella prevista dai bandi di Campobasso sospesi nel 2008: «L'annullamento – scriveva la segreteria del concorso "Qualità Italia" – è stato deciso a seguito di un parere dell'Authority che ha dichiarato illegittimi i bandi in quanto violano il principio dell'anonimato, poiché gli schizzi e schemi grafici richiesti nella prequalifica consentirebbero il riconoscimento delle idee progettuali nella fase concorsuale».

Di qui il quesito: se, come è plausibile, in caso di «promozione» alla seconda fase il concorrente svilupperà la stessa idea proposta in prequalifica, come si può garantire una procedura anonima? «Il bando è stato elaborato nel rispetto assoluto della normativa e l'anonimato è garantito in tutte e due le fasi del concorso, per cui non vedo dove sia il problema» dichiara Lucia Ada De Cesaris, assessore all'Urbanistica del Comune di Milano, spiegando che «a oggi non abbiamo ricevuto contestazioni formali in merito». L'assessore sottolinea che «la procedura che prevede una pre qualificazione dei concorrenti con l'elaborazione di un approccio al tema è una prassi consolidata che non viola l'anonimato, tanto più – continua – che la normativa permette alla giuria di interloquire con i concorrenti nella seconda fase, prima della chiusura del procedimento». E aggiunge: «In oltre vent'anni di esperienza del Comune nei concorsi il problema non è mai stato posto. Anche perché – dice – quella che si richiede nella prima fase è un'idea di carattere generale, mentre nella seconda c'è il deposito del progetto, ben più complesso».
Per questo «ho la certezza – conclude De Cesaris – che la giuria lavorerà con la massima trasparenza».


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