Progettazione e Architettura

Salimei: «Aulenti insegna che un'emarginazione iniziale si è trasformata in un'opportunità»

P.P.

Scrive Guendalina Salimei (T Studio)

Mi sembra incredibile che nel XXI secolo ancora ci dobbiamo porre la questione ‘architetto-donna'. Ma non ormai superata? Ebbene no, purtroppo questo che sembra un problema legato ai secoli passati è ancora presente anzi presentissimo.

Non si sa bene perché questo continui ad accadere ma ci sono, anche nella civiltà occidentale, delle fortissime resistenze a considerare le donne a pari e questo succede sia nel lavoro dell'architetto come nel lavoro di insegnante anche all'interno dell'Università dove i numeri sono assolutamente ancora troppo sbilanciati e dove, molto raramente svolgono ruoli chiave, strategici di coordinamento e di indirizzo.

La scomparsa di Gae Aulenti mi ha riportato alla memoria un dibattito fatto sulla sua figura nel 2009 alla Casa dell'Architettura. In fondo la sua storia è legata ad una marginalità trasformata in risorsa. I riusi, in generale l'intervento sull'esistente era considerato di serie B, non troppo importante, e così lei è riuscita ad occupare un posto lasciato libero che si è poi trasformato nel tempo in un tema chiave di grande interesse in Italia e nel mondo.

Un'emarginazione iniziale si è trasformata in una grande opportunità. Sarà forse questa la nostra forza del futuro? La capacità di vedere le cose e i fatti da più punti di vista, da punti di vista anche trasversali, "secondari" ci rende capaci di cogliere ciò che non si vede, ciò che è nascosto, ciò che è dietro e ci rende più capaci di interpretare i cambiamenti in atto? E' questo l'importante ruolo che possiamo svolgere nell'immediato futuro?


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