Progettazione e Architettura

Marotta: «La progettazione dello spazio pubblico può avere inediti risvolti sociali»

P.P.

Scrive Floriana Marotta (35 anni, Mab Arquitectura)

Le donne che lasceranno un segno? Più di tre, sicuramente! Kazuyo Sejima e Zaha Hadid, il cui apporto al mondo dell'architettura è ampiamente riconosciuto. Louisa Hutton (dello studio Sauerbruch-Hutton), che a sua volta si è formata nello studio di un'altra grande donna-architetto, Alison Smithson, e che con il suo lavoro è pioniera nell'attenzione alla sostenibilità degli edifici e ai risvolti sociali dell'architettura e della progettazione urbana. Anne Lacaton (Lacaton-Vassal), anch'essa attenta ai temi ambientali e innovatrice nell'ambito del riuso e trasformazione di edifici esistenti. Infine vorrei ricordare l'apporto di alcune donne-artiste che hanno grande influenza sulla ricerca architettonica. Per esempio Pipilotti Rist e Jenny Holzer, che affrontano il tema dello spazio pubblico in modo originale e con inediti risvolti sociali.

Rivedendo la mia personale selezione di donne-architetto, noto che un tema le accomuna tutte, ed è un tema che sta molto a cuore anche a me è l'attenzione alle implicazioni etiche e sociali della nostra professione, un approccio sensibile alla salvaguardia dell'ambiente e degli equilibri sociali, una visione dell'architettura pensata soprattutto in funzione di chi la vivrà.


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