Progettazione e Architettura

Hotel e prevenzione incendi: «La manutenzione è un criterio già in fase di progetto»

Paola Pierotti

Stefano Zanut, architetto e vigile del fuoco a Pordenone: «Per garantire continuità alle prestazioni dell'opera non va trascurata la capacità di gestire l'emergenza» - La normativa di riferimento

Le caratteristiche costruttive dell'edificio per quanto riguarda le strutture (resistenza al fuoco), la scelta dei materiali per l'arredo (reazione al fuoco dei materiali), la progettazione delle vie d'esodo (scale di sicurezza, il dimensionamento dei percorsi e modalità di segnalazione), la presenza di impianti antincendio (idranti, sistemi di rilevazione incendio), il piano d'emergenza e la sua comunicazione chiara e pragmatica sono alcune delle questioni che interessano la progettazione di un albergo, con particolare attenzione alla prevenzione incendi. «Per garantire la sicurezza di una struttura ricettiva ci sono specifici requisiti da considerare in fase di progettazione, ma per garantire continuità alle prestazioni dell'opera, una volta realizzata, non vanno trascurati aspetti importanti come la manutenzione e la capacità di gestire un'emergenza», dice Stefano Zanut, architetto e vigile del fuoco del comando provinciale di Pordenone.

Architetto Zanut, quali sono le principali criticità che un progettista deve tenere in considerazione nella fase di progetto?
Inizialmente si ragiona sull'organizzazione degli spazi, sui livelli e sulle compartimentazioni, valutando ad esempio gli elementi strutturali che possono garantire le loro prestazioni anche durante un incendio, oppure impedire la propagazione tra i locali dell'incendio stesso. Le scale, i percorsi, gli eventuali depositi, gli ambienti destinati ad usi particolari come ad esempio le sale per convegni, sono altri aspetti che richiedono altrettanta attenzione in tema di ‘prevenzione incendi'. La strutturazione ambientale è quindi da integrare, ad un secondo livello di progettazione, con la parte impiantistica, sia quella ordinaria, come impianti elettrici e simili, che quella prettamente connessa con la protezione dagli incendi (impianti di rilevazione, idranti, sistemi di allarme).. In quest'ultimo caso le competenze si trasferiscono solitamente dall'architetto all'esperto in progettazione impiantistica. L'ultima fase di progettazione è quella che affronta la scelta dei materiali da impiegare considerando il loro comportamento all'incendio, ossia ciò che normativamente viene identificato come «reazione al fuoco». Tale prestazione si riferisce a tessuti, materassi, rivestimenti delle pareti, pavimentazioni, rivestimenti in legno e simili.

Prevenire gli incendi è una questione che spetta alla buona progettazione ma anche alla gestione. Quali sono le responsabilità dei progettisti e dell'imprenditore?
Quando si parla di gestione si deve distinguere tra gli aspetti connessi con il mantenimento in efficienza dei presidi antincendio e quelli più specifici che possono derivare da una situazione di emergenza, come un incendio. Nel primo caso ci si riferisce ai controlli periodici che solitamente l'albergatore affida a ditte specializzate e che li realizzano con scadenza semestrale. A carico dell'albergatore resta comunque l'onere di garantirne la sorveglianza di tutti i controlli.
Un altro aspetto riguarda invece la redazione di piani di emergenza, nel cui ambito è anche prevista la predisposizione di piante dell'edificio con indicati i percorsi per raggiungere le uscite di sicurezza, da porre nelle camere e in altri spazi dell'albergo, oltre alle istruzioni di sicurezza redatte in più lingue e anche queste da affiggere in ogni camera. Su tali aspetti un tema particolarmente caldo è quello che riguarda la formazione degli addetti antincendio, da effettuare sulla base di programmi ministeriali definiti in funzione del numero dei posti letto.

E per quanto concerne gli aspetti dell'accessibilità per le persone disabili, come considerarle nell'ambito della sicurezza di una struttura alberghiera?
È questo un aspetto molto importante, considerato con la massima attenzione dalla normativa, tanto che prevede la predisposizione di appositi ambienti, chiamati «spazi calmi», dove persone con difficoltà nell'affrontare un'evacuazione lungo le scale possono fermarsi ad attendere i soccorsi. Nel merito va posta particolare attenzione anche alla loro gestione, considerandola sia nell'ambito del piano di emergenza che del percorso di formazione del personale addetto alla sua gestione.

Quali sono le principali normative di riferimento?
La norma cardine è il D.M. 9/4/1994 (Regola tecnica di prevenzione incendi per la costruzione e l'esercizio delle attività ricettive turistico-alberghiere), successivamente integrata con le direttive del D.M. 6/10/2003 (Regola tecnica recante l'aggiornamento delle disposizioni di prevenzione incendi per le attività ricettive turistico-alberghiere esistenti) relativamente alle attività preesistenti alla data di entrata in vigore del decreto del 94.
In merito ai tempi e alle modalità di adeguamento di queste ultime attività al decreto del 2003, il più recente D.M. 16/3/2012 (Piano straordinario biennale per l'adeguamento alle disposizioni di prevenzione incendi delle strutture ricettive), successivamente modificato dal D.M. 15/5/2012 (Differimento di termini per la presentazione della domanda di ammissione al piano straordinario di adeguamento antincendio per le strutture ricettive turistico-alberghiere), ha concesso alle strutture ricettive con otre 25 posti letto di adeguarsi entro il 31 dicembre 2013, a condizione che entro il 31 ottobre 2012 abbiano presentato un piano di adeguamento sulla base di un progetto approvato dai Vigili del Fuoco e alla contestuale documentazione in merito all'esistenza di requisiti minimi di sicurezza - specificamente dettagliati nel decreto del marzo scorso. Si tratta di un'ultima deroga per mettere a norma il patrimonio italiano esistente.


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