Eliminare gli sprechi. Progettare soluzioni integrate che siano frutto di competenze specialistiche e che siano gestite dal concept alla manutenzione del prodotto finale. Innovare la tipologia costruttiva e rispettare l'ambiente. Offrire un progetto di qualità che i clienti possano apprezzare nel design e con il servizio. Sono queste le linee guida che lo studio di Matteo Thun & Partners indica ad albergatori e progettisti di strutture turistico-ricettive.
Ma quanto ha inciso la crisi nel settore alberghiero? «Se si applica il criterio di misurazione definito dagli inglesi value for money (ottimo rapporto qualità-prezzo) al design, al servizio e all'aspetto energetico, eliminando gli sprechi su tutti i fronti, ci sono ancora tante opportunità» dice Luca Colombo, partner dello studio Matteo Thun & Partners. «In questi ultimi anni i clienti chiedono di eliminare l'ostentazione facile di quel periodo in cui i budget erano più ampi. Per i progettisti – spiega Colombo – questa è la sfida: proporre soluzioni che hanno qualità oggi, e che la mantengono nel tempo».

Nel settore turistico-alberghiero lo studio milanese conta lavori che riguardano la riqualificazione del patrimonio ma anche la costruzione di spazi nuovi.
A Barcellona ha inaugurato a giugno le aree pubbliche dell'Hilton, sopra il lago di Lucerna in Svizzera è in fase di realizzazione il Medical Wellness Hotel, ha progetti in Germania e ha anche firmato un business hotel a Vienna.
A Venezia Thun guida il team di progettazione per la riqualificazione di una struttura alberghiera di lusso nell'isola di Sacca Sessola. Ancora, non lontano dalla città lagunare, a Cavallino Treporti, lo studio ha elaborato un modello innovativo per un camping (Marina di Venezia), con nuovi moduli che riprendono il tema della corte, con case affacciate su un piccolo giardino interno che garantirà agli ospiti un po' di privacy pur restando all'aperto.
«Ogni intervento ha la sua specificità – racconta Colombo – lo strutturiamo in base all'esigenza del cliente, del mercato e dell'ambiente». Il progettista deve sforzarsi di coniugare ogni volta le esigenze normative e tecniche con quelle estetiche e funzionali «nascondendo» quello che il cliente non deve vedere.
Nella progettazione degli hotel è fondamentale il lavoro di squadra. «L'architetto è il direttore d'orchestra e la buona musica – dice Colombo – esce solo se c'è armonia tra l'interior designer, il light designer, chi si occupa di acustica (attiva e passiva), chi degli impianti, del consulente antincendio, dell'esperto di sostenibilità energetica, del local architect e del rappresentante della gestione». Il design conta molto ma non è tutto: in un hotel si torna quando il servizio è eccellente. Ecco perché il progetto, dal concept alla gestione, va condiviso.


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