Progettazione e Architettura

Tra recupero ed efficienza, ecco gli obiettivi strategici degli edifici turistici. Il modello Reeti

Paola Pierotti

L'upgrade dell'hotel Antibes a Riccione: il progetto esecutivo di riqualificazione ha permesso un salto di cinque classi energetiche

Un salto di cinque classi energetiche, dalla E alla A+, riducendo il fabbisogno di 110 kWh/m2a (da 134 a 24 kWh/m2a). È questo uno dei benefici (dimostrabile quantitativamente) frutto di un buon progetto di riqualificazione energetica, ambientale e funzionale di un edificio ricettivo-turistico. Si tratta dell'Hotel Antibes di Riccione, un edificio isolato, pluripiano, realizzato in fasi successive attorno al nucleo centrale del 1920, rigenerato con il metodo di lavoro sviluppato da Reeti e da Larcoicos (Laboratorio di ricerche della Rete Alta Tecnologia della Regione Emilia Romagna).

In campo non c'è uno studio di progettazione tradizionale, ma un team di consulenti che ha affiancato l'imprenditore e il progettista e che ha vivisezionato il manufatto esistente, con l'obiettivo di adeguarlo alla normativa esistente, efficientarlo e garantire un rinnovato appeal del mercato.
Reeti è una rete di imprese, che conta tre cooperative emiliane (Vela, Viserbese e Misanese) e che è stata attivata grazie alle agevolazioni disposte dalla Regione Emilia Romagna attraverso il «Bando per l'innovazione tecnologica delle Pmi e delle reti di Pmi». Lo specifico campo di attività della rete è la riqualificazione multi-obiettivo degli edifici ricettivo-turistici e il primo progetto sperimentale ha interessato un hotel della riviera romagnola, l'Hotel Antibes appunto.
«Il Laboratorio Larcoicos – racconta Mena Viscardi, architetto, ricercatrice del laboratorio – si è occupato inizialmente di elaborare una prima diagnosi energetica, funzionale e sismica, ha formulato strategie d'intervento con l'utilizzo di prodotti e sistemi innovativi (con valutazione preliminare di fattibilità) e ha individuato tutti i possibili strumenti di sostegno all'intervento (incentivi, contributi, sgravi fiscali)».
Individuate le criticità del progetto, sono state proposte quattro ipotesi di intervento (si veda lo schema qui, con indicazioni sull'investimento dell'imprenditore e sui benefici che si potevano ottenere a fronte di determinate azioni progettuali). Tra le attività possibili si è previsto l'impiego di materiali e tecnologie evolute, l'installazione di infissi e schermature innovativi, la predisposizione di impianti di illuminazione a elevata efficienza, ma anche nuove soluzioni per la gestione dell'edificio nel tempo.

Le diverse soluzioni sono state elaborate in relazione a due differenti modalità d'uso dell'albergo: stagionale (in continunuità con l'uso della struttura) o continuativo (in riferimento a un nuovo scenario a cui sta lavorando tutto il sistema territoriale).
Con uno specifico modello energetico, messo a punto dal Laboratorio Larcoicos, messo a punto dal Gruppo Energia del Laboratorio Lorcoicos guidato dall'ingegner Sandra Dei Svaldi, si è stimata la riduzione del fabbisogno energetico dell'involucro, quello per il riscaldamento, per la produzione di acqua calda sanitaria e per l'illuminazione. Si è messo in atto «un progetto di riqualificazione multi-obiettivo» come la definiscono i tecnici del Laboratorio, teso a ottimizzare il funzionamento dell'edificio migliorando il comfort, incrementando la sicurezza, riducendo i consumi e efficientando al massimo l'edificio.
Un esempio di progettazione integrata frutto della collaborazione tra proprietario-gestore della struttura, del progettista di riferimento e dell'impiego di strumenti dedicati messi a punto dalla piattaforma Larcoicos.


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