Progettazione e Architettura

Dall'autosilo al bocciodromo alla torre residenziale in un'area di espansione della Capitale

M. Fr.

Pietro Valle - che insieme alla madre Piera Valle Ricci Menichetti dirige lo studio Valle Architetti (dopo la scomparsa di Gino Valle nel 2003) - lo definisce «esercizio del dubbio». È il sentimento che governa la libertà di interpretazione e la volontà di continua ricerca che caratterizzano l'attività dello studio e che sono anche i fili conduttori degli ultimi tre progetti completati a Roma, Padova e Udine (guarda la Fotogallery ).

Si tratta della Torre B1 a Roma, dell'Autosilo e dell'edificio terziario a Padova e del del Bocciodromo di Udine, tre oggetti che nascono all'interno di piani urbanistici disegnati dallo stesso studio.

La ricerca dello studio Valle avviene senza ricorrere a un linguaggio architettonico prestabilito o riconoscibile ma affrontando i singoli contesti progettuali come occasioni per definire una loro espressione costruttiva specifica.

La Torre B1 del Polo Commerciale Porta di Roma a destinazione residenziale e commerciale. La Torre B1 fa parte del Polo Commerciale Porta di Roma, progettato dallo studio Valle Architetti.
Questo grande centro polifunzionale fa parte del Piano Urbanistico del quartiere Bufalotta,
un insediamento di 10.000 abitanti con residenze e terziario posto lungo il Grande Raccordo
Anulare al confine nord di Roma e anch'esso progettato da Valle Architetti.

Il complesso che include l'Autosilo e l'edificio terziario nell'area ex-Cledca a Padova si pone in un'area strategica di collegamento tra il centro storico di Padova e gli sviluppi della città moderna verso l'area della stazione ferroviaria. Il lotto è posto lungo un'ansa del fiume Piovego, principale
confine della città cinquecentesca e slargo paesaggistico con un parco fluviale. L'area è quindi una vera e propria "porta della città" dove s'incontrano centro storico, sviluppi recenti e paesaggio fluviale. L'autosilo qui costruito è il principale parcheggio cittadino per chi si
dirige al centro storico di Padova giungendo dalle autostrade, l'edificio terziario si pone come
quinta urbana che scherma l'impatto dell'infrastruttura e cerca di regolare i fronti stradali della
disordinata città recente.

Infine, il Bocciodromo comunale di Udine a Cussignacco, posto in un'area al confine tra la periferia urbana di Udine e la campagna, è una struttura per il gioco delle bocce di tipo "A – impianti per alta prestazione", equiparabile a un palazzetto dello sport dedicato esclusivamente a
quest'attività sportiva. L'edificio contiene diversi spazi in un unico involucro dal profilo variabile che esprime dinamicamente l'articolazione interna e, allo stesso tempo, dialoga con il paesaggio circostante.

Tre opere diverse e incomparabili; ma tutte e tre concepite come parti integranti della città, come
tasselli di un mosaico urbano più ampio ove è privilegiata la natura pubblica degli edifici e degli
spazi: aprendo piazze, collegando percorsi, costituendo dei nuovi riferimenti in luoghi poco
caratterizzati.


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