Progettazione e Architettura

Ingegneria, nel 2011 produzione ancora giù dell'1,8%. Tengono solo i «big» e i progetti «chiavi in mano».

Alessia Tripodi

Previsioni in negativo anche per il 2012: in aumento solo la domanda estera e quella di «turn key», segno meno per i servizi di ingegneria pura

Per le società di ingegneria e architettura produzione in calo anche nel 2011. E anche i dati sul 2012 confermano una congiuntura negativa, con realtà imprenditoriali sempre più in affanno. Sono i dati contenuti nella Rilevazione annuale dell'Oice (scarica il testo ), l'associazione della organizzazioni di ingegneria, architettura e consulenza tecnico-economica, diffusi in occasione del preconsuntivo 2011 e delle previsioni 2012. Secondo l'analisi, nel 2011 il valore della produzione delle imprese è nuovamente calato dell'1,8%, dopo la flessione dell'8,9% già registrata nel 2010 e a dispetto delle previsioni per il 2011 formulate lo scorso anno che intravedevano un miglioramento dello 0,3 per cento. Le tendenze «recessive» della domanda interna per il settore sono confermate, rileva l'Oice, dalla caduta del valore della produzione sul mercato nazionale (-5,3%), solo in parte compensata da un incremento del 3,1% della domanda estera.

La crisi colpisce soprattutto i servizi di ingegneria pura, la cui produzione è scesa del 3,2%, mentre tengono i progetti di ingegneria integrata «chiavi in mano» messi in campo soprattutto dalle grandi realtà imprenditoriali (che più delle altre riescono ad affermarsi sui mercati esteri), che crescono dello 0,3 per cento. Nel 2011 il numero degli occupati è aumentato del 2,4%, grazie soprattutto alla necessità di poche grandi aziende di adeguare il proprio organico ai nuovi business derivanti da consistenti commesse estere. Proprio la domanda estera e quella di progetti «turn key» - sottolinea l'Oice - sono i fattori che contribuiranno a una parziale ripresa del mercato: secondo le previsioni, infatti, nel 2012 la domanda estera aumenterà del 40% e i progetti «chiavi in mano» del 37%, compensando il previsto calo della domanda interna (-5,1%) e dei servizi di ingegneria pura (-0,7%) e creando, secondo l'associazione, le condizioni per recuperare i livelli produttivi persi nei precedenti quattro anni (+14,4% nel totale; +5,1% nelle imprese con meno di 250mila addetti e +23,15 in quelle più grandi) e per un aumento dell'occupazione (+8,4% nel totale; -2,2% nelle realtà con meno di 250 dipendenti e +21% nelle restanti).

Le realtà imprenditoriali che più delle altre vivono con sofferenza i limiti e i condizionamenti della domanda sono quelle che operano sul mercato interno dei servizi di ingegneria pura e che rappresentano, sottolinea l'Oice, il 53% del campione che ha preso parte alla rilevazione statistica. Per queste aziende il 2011 si è chiuso con una perdita di produzione dell'8,7% e per il 2012 si prevede un'ulteriore calo del 6,6 per cento. La «diffusa presenza» di realtà imprenditoriali «in affanno» è dimostrata anche, secondo l'Oice, dai risultati dell'indagine qualitativa sulle valutazioni congiunturali delle imprese a prescindere dal livello di produzione realizzato durante l'anno: solo lo 0,7% delle imprese intervistate, infatti, ritiene «elevata» la consistenza del proprio portafoglio ordini, mentre il 46,4% la giudica «sufficiente» e il restante 52,9% «insufficiente». Il 44,2% delle imprese intervistate ritiene, poi che il settore delle attività di ingegneria e architettura stia attraversando una fase di «forte recessione», mentre il 53,6% ne rileva la «stagnazione» e solo il 2,2% lo giudica in «espansione»

«Il risultato più evidente che emerge dalla rilevazione - dice il presidente Oice, Luigi Iperti - è l'approfondimento delle differenze tra quelle società che operano esclusivamente o quasi nel mercato nazionale e quelle che, invece, hanno lo sguardo ed il business orientato oltre confine. Siamo tutti pienamente consci del drammatico momento che l'intera Nazione sta vivendo, tuttavia, non possiamo non continuare a denunciare ciò che per noi, e non solo per noi - continuaIperti - è un imperdonabile errore strategico, ossia quello di non utilizzare la leva degli investimenti pubblici per far ripartire l'economia. Il mondo delle società di ingegneria Oice - aggiunge il presidente - vale 3,5 miliardi di euro e occupa quasi 20mila persone: l'auspicio è che il Governo tenga conto di questa realtà nell'assunzione delle proprie decisioni».


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