Progettazione e Architettura

Nel 2011 registrato un calo della produzione dell'ingegneria dell'1,8%

Nel 2011 il valore della produzione delle imprese associate all'Oice ha subito una nuova flessione (-1,8%) che fa seguito a quella osservata nel 2010 (-8,9%), disattendendo le previsioni per il 2011 formulate lo scorso anno e orientate verso un modesto miglioramento (+0,3%). Sono
alcuni dei dati forniti dall'Associazione delle organizzazioni di ingegneria, di architettura e di consulenza tecnico-economica in occasione del preconsuntivo 2011 e previsioni per il 2012. La domanda interna ha mostrato nel 2011 tendenze recessive con una caduta del valore della produzione del 5,3%, mentre un contributo positivo è venuto dalla domanda estera (+3,1%).
Il numero degli occupati è aumentato nel 2011 del 2,4% ed è in gran parte motivato dall'esigenza di alcune aziende di rilevanti dimensioni di adeguare l'organico allo sviluppo di attività atteso a seguito dell'acquisizione di consistenti commesse estere.
Un esame del «campione», formato dalle imprese che hanno partecipato alla rilevazione, ha consentito di verificare che il 53% delle aziende intervistate opera sul mercato interno dei servizi di ingegneria pura e sono in sofferenza per i condizionamenti e i limiti della domanda. Per queste aziende il 2011 si é chiuso con una perdita produttiva dell'8,7% mentre per il 2012 l'aspettativa è di un'ulteriore riduzione del 6,6%.

La diffusa presenza di realtà imprenditoriali «in affanno», osserva Oice, si evince anche dai risultati dell'indagine qualitativa sulle valutazioni congiunturali delle imprese a prescindere dal livello di produzione realizzato nell'anno: solo lo 0,7% delle imprese associate intervistate ritiene elevata la consistenza del proprio portafoglio ordini mentre il 46,4% la giudica sufficiente e il restante 52,9% insufficiente. Il 44,2% delle imprese intervistate ritiene, inoltre, che il settore delle attività di ingegneria e architettura stia attraversando una fase di forte recessione mentre il 53,6% ne rileva la stagnazione e solo il 2,2% lo giudica in espansione.


© RIPRODUZIONE RISERVATA