Progettazione e Architettura

Progettisti e Ferrovie, per i talenti under 40 il futuro è oltreconfine

Francesco Nariello

La progettazione in ambito ferroviario fa sempre più rotta sull'estero. E ad avere le carte in regola per cogliere le nuove opportunità sono soprattutto i giovani professionisti. Capaci di intercettare le richieste del mercato globale e di mettere a disposizione competenze di carattere multidisciplinare.
Dagli studi per nuove linee Av allo sviluppo di sistemi di sicurezza e comfort, fino alla preparazione delle offerte per gli appalti all'estero: per gli ingegneri under 35 specializzati nelle ferrovie la carriera transita spesso fuori dai confini nazionali.

«Con la contrazione degli investimenti infrastrutturali in Italia guardare all'estero è una necessità», racconta Laurent Franciosi, 34 anni, dal 2005 in Italferr e ora project manager di alcune importanti commesse in Paesi stranieri e con responsabilità commerciali in Balcani e Nord Africa. «Le opportunità dell'export – spiega – valgono anche per i servizi di ingegneria. Per essere competitivi, però, servono conoscenze trasversali: non solo tecniche, ma anche in ambito legale ed economico. Lavorare nel commerciale estero significa incontrare imprese e istituzioni locali, preparare offerte competitive per le gare d'appalto, negoziare con i clienti stranieri i contratti acquisiti, supportare la progettazione nelle prime fasi. Attività in cui – aggiunge – le competenze ingegneristiche sono comunque fondamentali».

Per Silvia Nardoni, giovane ingegnere da otto anni nel gruppo Fs, la scelta del settore su cui puntare è arrivata sin dalla tesi di laurea, con uno studio di fattibilità per velocizzare una linea ferroviaria in Sicilia realizzato durante uno stage in Rfi. Ora si occupa di analisi sull'esercizio ferroviario: numero treni, tipi di servizio, posizionamento stazioni, capacità, tempi di percorrenza, consumi. In poche parole, i parametri che determinano l'offerta di trasporto ferroviario. Anche nel suo caso, il lavoro fa rotta sull'estero: «Sono project engineer nell'ambito di un contratto di assistenza alla progettazione per la fattibilità di una linea Av tra i confini Est e Ovest dell'Algeria – racconta –. In passato mi sono occupata, tra l'altro, delle prima tratta veloce in India».
A fare la differenza, secondo Stefano Miceli, 35 anni, «è la capacità di garantire un approccio multidisciplinare, sempre più necessario per l'attività ingegneristica ferroviaria». Partito nove anni fa come progettista junior in Italferr, Miceli oggi è capo settore nell'unità che si occupa di impianti di manutenzione, sicurezza a servizio dell'infrastruttura ferroviaria, sistemi di comfort (riscaldamento, aria condizionata, ventilazione) e antincendio.
Tra i lavori attuali, «c'è un progetto in corso per la nuova stazione interrata di Bologna. Anche in questo settore – sottolinea – non mancano le opportunità all'estero e si cercano progettisti disposti a operare fuori dall'Italia».


© RIPRODUZIONE RISERVATA