Progettazione e Architettura

L'appello degli architetti: «Expo 2015, concorso almeno per il Padiglione Italia»

Paola Pierotti

Freyrie (Cna) scrive al Commissario:«Vogliamo offire un contributo per organizzare la competizione»

Il Consiglio nazionale architetti offre al presidente Diana Bracco, commissario per il Padiglione Italia a Expo 2015, la consulenza per definire il bando e il software per organizzare il concorso on line per scegliere il miglior progetto per fare il Padiglione.
È un appello operativo quello degli architetti italiani, delusi per l'assenza di gare e per le mancate opportunità di lavoro per i professionisti milanesi, per quelli lombardi e per tutti i progettisti italiani. Un impegno a collaborare attivamente perché almeno per il Padiglione nazionale si organizzi un concorso con tutti i crismi.
«Il Padiglione Italia sarà il vero lascito di Expo 2015 alla comunità, essendo destinato a rimanere in utilizzo anche dopo l'Expo e deve diventare un simbolo della buona architettura italiana e della coerenza delle costruzioni di Expo con il tema di sostenibilità ambientale e sociale che ha scelto».
Leopoldo Freyrie, presidente del Cna, a fronte del mancato impegno e interesse da parte di Regione, Comune ed Expo nella promozione di gare per l'architettura si è fatto avanti per offrire al commissario Bracco un aiuto concreto «per arrivare, in quattro mesi, ad avere un progetto di qualità scelto pubblicamente tra tutti coloro che vorranno mettere il loro talento a confronto. Ci auguriamo che Expo voglia cogliere questa occasione – ha aggiunto il presidente – per rappresentare al mondo che il nostro Paese sa ancora investire nelle idee e nella ricerca, seguendo la via del merito».

L'Expo 2015 doveva essere l'occasione per affermare il valore collettivo della buona architettura e di regole trasparenti, nell'affidamento degli incarichi pagati con i soldi pubblici. «Ma così non è stato – dice Freyrie –. L'Italia, Paese che ospita l'Esposizione mondiale, non ha organizzato alcun concorso di architettura, preferendo fare tutto in house, attraverso le partecipate regionali e comunali, in beffa alla concorrenza e soprattutto alla necessità di una selezione pubblica e meritocratica dei progetti migliori». Basta guardare il sito www.expo2015.org, alla voce «appalti e gare» per accorgersi che nello spazio riservato ad «architetture e concorsi» c'è solo il risultato del concorso per le architetture di servizio (ribattezzato da Freyrie la «gara per bagni e chioschi»), mentre sono numerose le opportunità entrando nelle sezioni «gare tradizionali» e «per le imprese». «Ci hanno sempre dato la scusa della mancanza di tempo ma il tempo evidentemente c'era se possiamo garantire di poter promuovere e aggiudicare un concorso in quattro mesi – dice Freyrie –. Expo sta procedendo per subappalti, attraverso Infrastrutture Lombarde e metropolitana milanese».

In tema di architettura, la scorsa settimana sono stati annunciati i protagonisti-curatori di quattro padiglioni tematici: Carlo Ratti e il Mit di Boston per un padiglione sul futuro, Germano Celant con Italo Rota per un padiglione sull'arte, Davide Rampello con Michele De Lucchi per il padiglione introduttivo all'Expo e Reggio Children con il Comune di Reggio Emilia si occuperanno di una sezione dedicata ai bambini.


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