Progettazione e Architettura

Social housing in classe A, crescono le torri di Polaris a Milano

Massimo Frontera

Saranno gli edifici più alti d'Europa realizzati in legno strutturale X-Lam, e saranno completati in poco più di anno

Legno, viti e alcuni elementi di raccordo metallici. In estrema sintesi, il cantiere record di via Cenni a Milano – il più alto complesso residenziale d'Europa realizzato in legno strutturale – si compone di pochi ingredienti base, ma decisamente hi-tech.

Il legno è quello degli innovativi pannelli in X-Lam, ottenuti incrociando in modo perpendicolare fasci di un legno ricavato da conifere (abete rosso, abete bianco e pino silvestre), e appositamente trattato.

Le viti sono elementi "autoforanti" e penetrano nel legno senza comprimerlo: a via Cenni se ne usano 20 tipi diversi, con lunghezze fino a 56 cm (foto qui sopra).

Quanto agli elementi metallici, il più interessante è una trave a "T" rovesciata che viene ancorata al solaio (sempre con viti) e ospita il setto verticale in legno, opportunamente fresato alla base, che viene sovrapposto e e poi "spinottato" su entrambi i lati (foto in alto a sinistra).

Questo elemento a "T" – ideato dal professor Andrea Bernasconi (docente di Costruzioni in legno presso la Scuola di Ingegneria di Yverdon), consulente della proprietà per il progetto di via Cenni – è un contributo fondamentale all'intervento (leggi le Faq sul legno strutturale a questo link ). È infatti l'elemento costruttivo che ha definitivamente convinto il Consiglio superiore dei lavori pubblici che le torri di nove piani di via Cenni resisteranno a un eventuale sisma senza deformarsi. Ovviamente l'edificio sarà in grado di muoversi in caso di sisma, ma lo farà in modo uniforme e senza sollecitare in modo disomogeneo i singoli nodi.

I pannelli vanno restringendosi di spessore man mano che si sale in altezza. Le pareti (a 5 strati) si assottigliano da 20 a 12 cm mentre i solai passano gradualmente da 23 a 20 cm (scendendo da 7 a cinque strati incrociati).

Il sistema in legno consente tempi record: il cantiere è partito a febbraio e chiuderà, assicura Fabio Carlozzo, ad di Polaris, «entro la primavera 2013» (leggi l'intervista a questo link ).

L'ok del Consiglio superiore al progetto è il fiore all'occhiello dell'intervento gestito da Polaris Sgr, il soggetto attuatore di questo cantiere milanese finanziato dal Fondo immobiliare Lombardia (comparto Uno). Il Fondo è a sua volta un "pezzo" del piano nazionale per il social housing coinvestito da Cdp Investimenti Sgr.

«Le torri residenziali sono state progettate con un coefficiente di sistema Q=1, pertanto in caso di evento sismico, pari ai valori di progetto, la struttura non subirà danneggiamenti», ribadisce Riccardo Ronchi, il project manager di Polaris che segue l'intervento di via Cenni.

Successivamente alla "cucitura" dei pannelli, cioè al fissaggio ottenuto inserendo le lunghe viti, al setto viene applicata una controparete costituita da un doppio pannello di calcio silicato (con resistenza al fuoco R60) per uno spessore di quasi 2,5 centimetri in totale. Dopo una intercapedine di mezzo centimetro, per la circolazione dell'aria, è previsto uno strato di 5 centimetri di lana di roccia. Infine, viene posato un pannello in fibrogesso di 1,5 cm. Non un normale cartongesso, ma, sottolinea Ronchi, «una lastra ad alta densità di tipo speciale, in gesso fibrato, in grado di garantire maggiore resistenza meccanica». Traduzione: nessun problema nell'applicazione di scaffali pesanti o pensili in cucina. All'esterno sarà applicato un tradizionale cappotto con intonaco a lastre.

Gli impianti avranno poche interferenze con i pannelli. E, in ogni caso, assicura Ronchi, «come principio generale sono state evitate, per l'alloggiamento delle reti impiantistiche, le fresature verticali dei pannelli X-Lam: ci sono solo puntuali forometrie orizzontali».

Il complesso avrà il certificato Cened in classe A. È prevista una ventilazione meccanica forzata degli ambienti con il controllo dell'umidità.

Mentre le quattro torri continuano a crescere, le stecche alla base sono state completate e si sta procedendo a sigillare la copertura, che potrà essere parzialmente utilizzata come terrazza; e dove si stanno montando grandi vasche in acciaio da riempire di terra per essere utilizzate come verde decorativo oppure orto.


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