Progettazione e Architettura

Campus Einaudi, dopo l'inaugurazione i lavori proseguono. L'Ateneo: «Cantieri chiusi entro ottobre»

Maria Chiara Voci

L'inaugurazione del nuovo ateneo progettato da Foster e Camerana c'è stata il 22 settembre ma ancora molti spazi sono chiusi perché inagibili o inutilizzabili, come la biblioteca di 620mila volumi, che aspetta l'installazione di sistemi antifurto

Il taglio del nastro è avvenuto il 22 settembre, data della cerimonia d'inaugurazione, alla presenza del ministro dell'Istruzione Francesco Profumo e dell'onorevole Michele Vietti, vicepresidente del Consiglio superiore della Magistratura, entrambi torinesi.

La data era stata scelta perché, per l'occasione, doveva essere presente anche il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Ma, il 1° di ottobre, quando sono effettivamente iniziate le lezioni, ci si è accorti che il campus era aperto solo per metà.

Delle quaranta aule in dotazione alla struttura ne sono attualmente agibili 26, poco più della metà. Chiusa ancora la biblioteca, fiore all'occhiello del nuovo palazzo, con una collezione di 620mila volumi, perché mancano i dispositivi antitaccheggio, che dovrebbero arrivare entro fine della prossima settimana.

Gli uffici di Giurisprudenza e Scienze Politiche non sono ancora a disposizione del personale amministrativo, che ha rimandato il trasloco. Mentre ruspe e operai sono ancora al lavoro, sia all'interno che all'esterno del campus, dove è in corso anche la posa della controsoffittatura del grande telo di copertura del tetto, che sarà ultimata nel fine settimana, visto che «non ci devono essere studenti nel cortile, per ragioni di sicurezza».

«La scelta di inaugurare a fine settembre – si difende Salvatore Coluccia, vice-rettore con delega all'Edilizia dell'Università di Torino – è stata dettata da ragioni di opportunità, perché con il mese di ottobre ha preso il via l'attività didattica e volevamo consentire agli studenti di utilizzare le nuove aule. Da sempre abbiamo subito una carenza storica di spazi. Il cantiere dell'Einaudi ha trasformato un'area di 50mila mq. Si tratta di una grande opera ed è normale che all'inizio non tutto sia ancora proprio funzionante».

Di parere diverso sono, però, i rappresentanti degli studenti, che lamentano più di qualche disguido. Anche perché, di fatto, come è emerso da un sopralluogo di «Edilizia e Territorio» all'interno della struttura effettuato nei giorni del 4 e 5 ottobre, sono costretti (pur nella cornice di un edificio di pregio e oggettivamente bello e moderno) a convivere ancora con polvere, manovali al lavoro e trapani.

«Buona parte della struttura – racconta Filippo Monti, portavoce degli Studenti Indipendenti - è ancora priva dei materiali necessari alla didattica, allo studio ed alla ricerca. Quando lunedì siamo arrivati a lezione, ci siamo resi conto che di fatto il cantiere era in corso, con tutti i disagi che ciò comporta, Senza contare che mancano le cose più banali, come i cestini per la carta» che poi, in questi giorni, per onor di cronaca sono stati in parte integrati.

Alle accuse replica, ancora, l'Università. «Entro fine mese – rassicura Coluccia – tutti i cantieri saranno conclusi, tutti gli uffici saranno operativi e la bibliteca funzionerà a regime. Abbiamo chiesto agli studenti di segnalare i problemi ai rispettivi presidi e chiediamo la collaborazione e lo sforzo di tutti, visto che per arrivare in tempo abbiamo lavorato a tappe forzate».

Ma, fra le polemiche, c'è anche chi mette in luce carenze strutturali, che difficilmente troveranno in un mese soluzione. «Le numerose classi di giurisprudenza hanno dovuto da subito a fare i conti con l'inadeguatezza della struttura – rincara la dose Valentina Schifani, del Cda dell'Edisu – mentre il primo anno di scienze politiche si è trovato a far lezione direttamente nella vecchia Palazzina Einaudi, immobile piuttosto precario, abbandonato a se stesso», anche se costruito appena dieci anni fa.

Durante il nostro stesso sopralluogo, una ragazza in carrozzina, accompagnata dai genitori e che sta lavorando a una tesi proprio sul tema delle barriere architettoniche, ci racconta: «I bagni per handicappati non sono previsti ai piani superiori, mentre al piano inferiore sono presenti, ma da sola io non riesco ad aprire la porta. Così anche la rampa di accesso al campus è troppo ripida per entrare sola». Ma l'ateneo, da una prima verifica, assicura che tutto è eseguito a norma di legge.

Sul sovraffollamento, che peraltro è un problema presente anche nelle altre sedi universitarie di Torino, l'Università risponde infine che è fisiologico che ci siano più persone del previsto a seguire le lezioni a inizio anno accademico. Anche se forse, un campus nuovo, non dovrebbe incorrere in questo genere di problemi. «Ci auguriamo - concludono gli studenti - che tra i problemi che il vicerettore definisce "dettagli che contiamo di risolvere nelle prossime settimane" ci sia anche il collegamento con la Palazzina Einaudi, visto che non è ancora ultimato il corridoio che dovrebbe garantire il passaggio tra le due strutture».


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