Progettazione e Architettura

Mix di luce solare e artificiale e una corridoio isolante contro l'umidità

Monica Zerboni

È firmata da Walter Angonese con Andrea Marastoni l'opera che un committente privato ha voluto creare sotto la montagna: la sede per una collezione di opere d'arte abbinata a residenza

Walter Angonese, uno dei progettisti più originali dell'Alto Adige, è l'autore di una residenza-galleria d'arte nei dintorni di Bolzano destinata a non passare inosservata.

Il progetto coniuga due esigenze irrinunciabili: se da una parte il compito era quello di disegnare la sede di una collezione privata di arte contemporanea che comprendesse anche una residenza per il collezionista e la sua famiglia, dall'altra era necessario non infrangere le leggi vigenti nella regione che regolamentano i volumi delle case private in modo molto restrittivo.

Angonese, che per scelta gestisce uno studio di piccole dimensioni a Caldaro, ha chiesto la collaborazione del collega Andrea Marastoni per soddisfare le richieste del committente al quale, appartenente a una famiglia di costruttori locali e quindi abituato ad affrontare ogni processo edilizio in modo pragmatico, non sono sembrate d'ostacolo le difficoltà oggettive delle sue richieste, dalla necessità di usufruire di grandi spazi espositivi all'utilizzo di un terreno di conformazione anomala.

Il lotto prescelto, con spettacolare affaccio sulla valle dell'Adige, era infatti un declivio in forte pendenza al quale la presenza di prati e ruscelli conferiva un inconfondibile aspetto alpino.
Per conservare tali caratteristiche morfologiche e superare le restrizioni edilizie la soluzione è stata quella di ricorrere a un'architettura ipogea.

La montagna è stata scavata e la roccia, rimossa e frantumata, ha costituito la base per creare il calcestruzzo con cui è stato costruito l'edificio.
«In questo modo abbiamo restituito alla montagna quello che le abbiamo tolto» sottolinea Angonese, professionista abituato a interpretare i dati topografici del territorio e a porli in relazione con quelli tipologici dei suoi interventi così da non turbare la continuità storica tra il passato e il presente.

Vista da lontano l'edificio appare quasi un pezzo incontaminato di montagna grazie all'utilizzo di materiali naturali, seppur "addomesticati" per l'uso edilizio: porfido per le murature e manti vegetali per le coperture. Ma a una analisi più profonda si scoprirà che una serie di elementi all'apparenza naturali fanno ricorso a raffinatezze tecnologiche, come i rivestimenti verdi, riconoscibili per la regolarità delle forme e per i tagli delle finestre o l'effetto grezzo delle facciate, ottenuto rimuovendo parte della superficie con un getto d'acqua ad altissima pressione, un metodo solitamente utilizzato nella costruzione di strade. Inoltre per ridurre i problemi di umidità che una costruzione ipogea comporta è stato creato un corridoio di servizio che funge da spazio-cuscinetto tra la roccia e la casa.

Alla tecnologia è stata abbinata l'arte. Essa si esprime non solo con l'esibizione di statue e installazioni fin dal cortile d'ingresso, ma anche attraverso la presenza di una serie di portali di bronzo e della scultorea testata dell'ala residenziale del complesso, che, unico elemento fuori terra, si erge per tre piani come una muraglia di cemento e vetro, ospitando sia l'appartamento del gallerista sia una biblioteca d'arte aperta al pubblico.

All'interno i 2.400 metri a disposizione sono stati modellati assecondando le pieghe della montagna che li custodisce e li protegge come un forziere impenetrabile. Le sale espositive, distribuite su cinque piani, sono dunque spazi sempre diversi, angusti o enormi, a livelli sfalsati oppure a doppia altezza, con soffitti che variano tra i tre e i cinque metri d'altezza.

Unico elemento unificante è il pavimento, realizzato in listoni di legno di quercia non trattato. Esso conferisce alle sale un aspetto quasi intimo, a dispetto della luce cruda dei numerosi tubi al neon posizionati in file regolari e utilizzati come fonte luminosa in alternativa alla luce naturale che tagli asimmetrici sulle pareti e sui soffitti lasciano filtrare all'interno con intensità irregolare.


© RIPRODUZIONE RISERVATA