Progettazione e Architettura

Architetti internazionali vincono la gara per la diga foranea di La Spezia

Francesca Oddo

Il Golfo di La Spezia è protagonista in questi anni di numerose vicende atte a trasformarne il suo volto. L'Autorità Portuale di La Spezia ha appena reso noto il team vincitore del concorso di idee mirato alla riqualificazione architettonica, paesaggistica e ambientale della Diga Foranea.

Composto da Marzio Clementi della provincia di Sondrio, con base anche a Barcellona, e dal tedesco Björn Hinners, entrambi under 40, il duo riceverà il premio di 20 mila euro, ma incerto è ancora l'ottenimento dell'incarico per le successive fasi di progettazione. Lo afferma Franco Pomo, responsabile del procedimento: «Nonostante la volontà di procedere in tempi brevi, occorre ancora confrontarsi non solo con il piano regolatore, ma anche con la Regione Liguria e con i tre Comuni -La Spezia, Portovenere, Lerici- che sulla diga hanno dei diritti».

Il costo dell'opera è dell'ordine dei 3 milioni di euro, che probabilmente saranno finanziati da un ente privato. L'intervento è minimo, garbato, nell'ottica di «mantenere l'attività di produzione marittima lungo il suo perimetro e di lasciare libera da qualsiasi ostacolo la scogliera artificiale per non perdere l'atmosfera unica ormai da considerarsi bene da preservare», spiegano i progettisti.

Inevitabilmente questo nuovo concorso porta alla mente la vicenda del maxi concorso internazionale per la realizzazione del waterfront (con un montepremi di 360 mila euro e per un investimento totale di circa 250 milioni di euro) assegnato al team guidato da Tomás Llavador con Amedeo Schiattarella e Aldo Mazzanobile, conclusosi con la premiazione del 2007. Cinque anni l'Autorità Portuale con il suo gruppo di progettazione è arrivata all'esecutivo della parte di competenza pubblica (28 milioni di opere). L'operazione complessiva per passare dalla carta al cantiere prevede però un necessario coinvolgimento dei privati.


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