Progettazione e Architettura

Infrastrutture e paesaggio sono protagonisti di una nuova mostra alla Triennale

Paola Pierotti

«Infrastrutture, mobilità, nuovi paesaggi». Con questa mostra dedicata alle Architetture del mondo inizia l'impegno del neo-presidente della Triennale, Claudio De Albertis, a sostegno dell'architettura. «La Triennale nasce con l'obiettivo di mettere insieme le arti con il mondo della produzione – dice De Albertis - e con questa mostra che inaugureremo l'8 ottobre abbiamo attivato una forte collaborazione tra mondo delle professioni, committenza e imprese».

La mostra aprirà al pubblico il 9 ottobre. Il titolo fa riferimento esplicito a quelle opere che, come le strade, le ferrovie, gli aeroporti, contribuiscono a dare forma al mondo e ne permettono il funzionamento, e al loro rapporto con funzioni e abitudini che cambiano, e con un ambiente sempre più in pericolo. «In questa mostra curata da Alberto Ferlenga – dice De Albertis - affronteremo i temi del riuso, della conservazione, della permeabilità, del rapporto tra infrastrutture e paesaggio, della multifunzionalità nei luoghi dedicati alla mobilità».

L'8 ottobre sono invitati anche il viceministro Mario Ciaccia, i sindaci di Milano e Napoli, Giuliano Pisapia e Luigi De Magistris, il governatore Formigoni, Paolo Buzzetti (Ance) e Mauro Moretti (Fs).

La mostra si compone di quattro sezioni: quella storia rappresenterà un elemento di continuità del percorso, le altre tre in successione esporranno invece opere e progetti relativi a ciò che si produce al di fuori del nostro paese, a ciò che stato realizzato o è in corso d'opera in Italia e, infine, a ciò che inizia a presentarsi come un quadro geografico a scala globale al quale le nuove grandi infrastrutture si rapportano.

«I temi cardine della mostra saranno avvalorati e raccontati con esempi concreti, realizzati all'estero ma anche in Italia. La mostra – continua il presidente della Triennale – porrà l'attenzione sul valore simbolico delle grandi opere infrastrutturali italiane da conservare, sulle connessioni tra infrastrutture contigue, sulle potenzialità dei luoghi del trasporto capaci di diventare spazi della città». Tra le città italiane protagoniste ci sono Napoli con il sistema metropolitano e Reggio Emilia con le architetture di Santiago Calatrava.

Non solo stazioni e aeroporti. «Affrontiamo anche il tema della mobilità lenta e lentissima, legata al paesaggio, con la possibilità di offrire una diversa conoscenza del territorio, di indagare ad esempio le opportunità delle vie d'acqua – dice De Albertis – di creare nuove forme di turismo sostenibile». Tutte le tematiche attinenti l'architettura del trasporto, compreso ad esempio il problema del consenso, «la condivisione di decisioni, diffusa e di lunga durata» saranno anche oggetto di convegni promossi a margine della mostra.

All'interno del percorso sarà possibile anche incontrare approfondimenti specifici come la presentazione in video di 45 report riguardanti altrettante città del mondo, presentati da giovani architetti e ricercatori che vivono e lavorano o hanno vissuto e studiato al di fuori del nostro paese pur essendo di formazione italiana e che racconteranno, dal loro punto di vista, le principali operazioni in atto. nel settore delle infrastrutture, nelle principali città del mondo.

Se il tema generale affrontato nella mostra è quello delle infrastrutture, la questione che si intende porre all'attenzione dei visitatori è come una progettazione attenta, basata sulla qualità architettonica, sulla multi-funzionalità, sulla compatibilità ambientale, possa offrire un valore aggiunto che non ha più solo a che vedere con le funzioni che ne hanno determinato l'origine, ma con il miglioramento estetico, ambientale, sociale dei territori o delle città con cui entrano in contatto.


© RIPRODUZIONE RISERVATA