Progettazione e Architettura

Aule, uffici e foresteria protetti dalla grande copertura luminosa

Maria Chiara Voci

Termina, dopo cinque anni di lavori , il campus universitario di Torino, realizzato sull'area ex Italgas lungo la Dora, progettato da Studio Foster e Benedetto Camerana. Sabato 22 l'inaugurazione

Il taglio del nastro è in programma il 22 settembre, alle 12,15: a nove anni dall'aggiudicazione del concorso bandito dall'Università e dopo quasi cinque anni di cantiere (la cerimonia d'inaugurazione dei lavori risale a dicembre del 2007) apre le aule agli studenti, con l'anno accademico 2012/2013, il nuovo campus delle ex Facoltà di Scienze Politiche e Giurisprudenza (oggi Dipartimenti e Scuola nell'ambito delle Scienze giuridiche, politiche ed economico sociali) intitolato a Luigi Einaudi sulle aree dell'ex Italgas firmato, fra gli altri, da Maire Engineering con Foster and Partners, ICIS, Giugiaro e Benedetto Camerana. (Guarda la lista completa dei progettisti a questo link ).

Il percorso per arrivare a conclusione è stato accidentato, prima per i ritrovamenti post-bonifica e poi per una serie di intoppi con l'impresa costruttrice (raggruppamento Codelfa, Gozzo e Arsis). I lavori sono rimasti fermi per mesi. Ora, però, che l'opera è finalmente giunta al traguardo, Torino è pronta a dimenticare i ritardi e celebrare (sabato dalle 14,30 fino a sera è prevista una grande festa aperta alla città, dopo una mattinata di cerimonia più istituzionale) la moderna cittadella universitaria, che si staglia con la sagoma contemporanea sulle rive del fiume Dora, riprende nelle forme tondeggianti la forma dei gasometri presenti sul sito ex industriale e, nel cortile interno, ridisegna il diametro di 80 metri del vicino largo Montebello, l'unica vera piazza contemporanea di Torino.

Il segno architettonico forte dell'edificio, che si suddivide in sette corpi interconnessi fra loro, è dettato dal tetto, una grande copertura a ombrello, elemento di raccordo fra gli immobili, che di notte sarà illuminato dall'interno e si trasformerà in una grande lampada urbana, ben visibile dalla città.

Nel campus, 45mila mq di superficie, 14mila mq di verde e 36mila di superficie pavimentata, sono ospitate 70 aule per 8mila studenti, laboratori, un'aula magna per 320 persone aperta anche agli eventi della città, una caffeteria, e un moderno polo bibliotecario con oltre 620mila volumi, dedicato a Norberto Bobbio e immaginato da Camerana come «uno spazio nuovo e colorato, luminoso, matericamente piacevole in contrasto con la voluta freddezza delle facciate, dove studiare, con lo sguardo rivolto al verde e al fiume». (Leggi le caratteristiche complete a questo link )

L'investimento complessivo, comprese anche le residenze dell'Edisu (280 camere e 40 miniappartamenti), realizzate per le Olimpiadi e utilizzate come villaggio a cinque cerchi, sfiora i 135 milioni e ha visto parte attiva anche la Fondazione Crt. «Un forte segnale di appartenenza alla città - spiega il prorettore, Sergio Roda – con cui l'ateneo contribuisce nei fatti e con un progetto di alto profilo all'ambizioso progetto di Torino Città universitaria».

«Importante sottolineare - aggiunge Salvatore Coluccia, vice rettore all'Edilizia - anche lo sforzo compiuto per affiancare all'impostazione architettonica, una progettazione ispirata ai più innovativi criteri di sostenibilità». Nonostante il progetto sia datato rispetto alle ultime novità della bioedilizia, nel campus sono stati posati oltre 7.200 mq di pavimentazioni esterne fotocataliche che, grazie all'azione combinata della luce solare, neutralizzano le polveri inquinanti che vi si appoggiano mentre la copertura del tetto, ispirata ai criteri del solar design, permette con i suoi lati sporgenti la compensazione ottimale tra sole e ombra sulle facciate, garantendo un elevato comfort e un forte risparmio sui costi di condizionamento.


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