Progettazione e Architettura

Da Bologna a Parigi, due musei nati da concorsi di architettura

Paola Pierotti

Il 2012 sarà un anno d'oro per Mario Bellini Architects. Taglio del nastro la scorsa settimana a Bologna per il nuovo museo della città, frutto di un concorso vinto nel 2003 e bandito dalla Fondazione Cassa di Risparmio; a Milano è quasi pronto il centro congressi in costruzione nell'area del'ex Fiera; a Parigi è arrivato al 90% il cantiere del nuovo padiglione delle Arti Islamiche del Louvre, anche questo aggiudicato con un concorso e vinto insieme a Rudy Ricciotti nel 2005. Tre opere che si distinguono per l'efficace rapporto tra restauro e ampliamento, per gli innnesti di contemporaneità, per i materiali innovativi creati ad hoc come le resine studiate per le pavimentazioni del museo bolognese o l'onda vetrata che copre la corte del Louvre, ma anche per le soluzioni strutturali studiate ad esempio per il reticolo della Cometa milanese o per ampliare gli spazi del grande museo parigino scavando a -8 metri sotto le fondazioni.

Museo di Bologna.
Consolidamento conservativo, restauro storico e ampliamento del vecchio Palazzo Pepoli, convertito in spazio espositivo con servizi di accoglienza. Il 27 gennaio è stato inaugurato il nuovo museo della Storia di Bologna. "Inizialmente abbiamo dovuto rinforzare le volte, senza intaccare gli stucchi, ma anche i piloni gotici del piano terra – spiega Mario Bellini -. Abbiamo poi rifoderato tutto in cemento come è richiesto per un edificio che ha funzione pubblica e le nuove pavimentazioni sono state realizzate con una miscela di resina e inerti, macinati con vetro e con scarti di lavorazione di ottone. I pavimenti oggi si presentano rivestiti con un impasto di tonalità scura, con pagliuzze dorate e argentate, interrotto solo in corrispondenza delle soglie dove ci sono lastre di pietra serena". Una soluzione creata ad hoc con l'intento di legare il nuovo e la storia.

Con questa operazione Bellini ha recuperato un tesoro che sarà il contenitore della storia di Bologna. Con il concorso lo studio milanese si era aggiudicato l'incarico per il restauro, l'allestimento e il concept del museo, negli ultimi due anni è stato affiancato da Italo Lupi per la grafica. L'elemento di contemporaneità che caratterizza l'intervento è una torre in acciaio e vetro, quadrilobata, costruita all'interno della corte. La costruzione si è resa necessaria per avere un elemento di collegamento verticale autonomo per gli spazi museali e per gli alloggi presenti all'ultimo livello del palazzo. Il grande scalone esistente resta quindi a servizio delle residenze e "la gabbia vetrata con una una scala aerea, con pedate in vetro e un'ascensore – spiega Bellini – consentirà l'accesso ai diversi piani che portano al museo, agli uffici e agli spazi per la didattica". Oltre la copertura vetrata affacciano gli alloggi.

Dipartimento Arti Islamiche al Louvre. Integrazione tra progetto architettonico contemporaneo e sito storico anche nella Cour Visconti del Louvre. A Parigi, la nuova collezione di Arti Islamiche sarà esposta su una superficie di circa 3.500 mq, suddivisi in due livelli, il tutto coperto da una "nuvola dorata, che – come spiegano gli architetti - effondendo una discreta illuminazione diffusa, flotterà delicatamente sull'allestimento museografico". A marzo sarà ultimata la struttura e entro settembre, alla fine del Ramadam, sarà inaugurata la nuova ala museale, il secondo e ultimo innesto contemporaneo al Louvre dopo la Piramide.

Bellini e Ricciotti, con gli ingegneri francesi di Berim Sa, hanno svuotato gli spazi sotto la corte, e sono andati sotto le fondazioni dell'edificio (mantenendo in funzione l'attività museale e con particolare attenzione alla presenza del vicino lungoSenna) di due livelli. La corte è stata poi coperta con una struttura reticolare (di tubi in acciaio di diametro variabile e di spessore adeguato allo sforzo che la struttura deve sopportare) e rivestita con un complesso velo di vetro multistrato. "I triangoli della maglia ondulata sono tutti uguali se visti in proiezione – spiega Bellini – sembrano le scaglie delle ali di una libellula". Il vetro è tato realizzato con strati sovrapposti: uno anodizzato color oro, un altro color argento, un doppiovetro stratificato isolante, il tutto collegato con giunti di gomma e appoggiato sulla struttura di tubi e cavi. Internamente la pelle è a nido d'ape in alluminio lucido, diffonderà e filtrerà la luce che arriva dall'esterno "si potrà percepire il tempo atmosferico – dice Bellini – ma non in modo violento". La struttura è sorretta da otto esili pilastrini "non verticali, ma danzanti, a memoria del gioco dello Shanghai"


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