Progettazione e Architettura

Chipperfield: «Basta protagonismo e spettacolo: oggi serve un'architettura "per tutti i giorni"».

Paola Pierotti

Il curatore David Chipperfield: Con la mostra Common Ground ho voluto creare occasioni di relazione e dialogo, dare voce all'impegno degli architetti che con il loro lavoro possono concretamente migliorare le cose

Rimediare allo scollamento tra architettura e società civile. È questa la mission della 13° Mostra Internazionale di Architettura di Venezia. Alla Biennale 2012 si parla di architettura con l'obiettivo di far uscire gli architetti dalla loro crisi di identità: non si descrivono gli edifici come "gesti isolati o alla moda" ma si sollevano problematiche condivise e si indagano soluzioni possibili: lungo il percorso allestito all'Arsenale di Venezia non ci sono fotografie di edifici realizzati ma solo modelli e simulazioni video; non ci sono rendering di opere futuristiche ma schizzi che descrivono la relazione con la storia o con il contesto.

L'intento dell'istituzione veneziana guidata da Paolo Baratta e del curatore David Chipperfield è soprattutto quello di offrire al pubblico (non solo agli addetti ai lavori) la possibilità di rendere l'architettura familiare, scoprendo così che ciascuno può utilizzarla anche per piccoli interventi. «Il diverso è possibile, non siamo condannati alla mediocrità» dice Baratta, presidente della Fondazione.

«L'architettura non deve essere riservata a occasioni speciali, non è architettura solo ciò che è spettacolare, inconsueto e insolito – ha spiegato David Chipperfield in occasione della vernice della Mostra che aprirà al pubblico il 29 agosto -. Questa mia mostra è un'opportunità particolarmente interessante soprattutto se si vedono le nubi della crisi particolarmente pesante in Europa in questo tempo».

La 13° Mostra internazionale curata dall'architetto britannico David Chipperfield è una mostra di architettura con sale espositive popolate di opere di diversi autori. Le archistar, da Zaha Hadid a Herzog e De Meuron, da Norman Foster a Rem Koolhaas sono protagoniste ma non si celebrano mai le loro singole opere. «Con la mostra Common Ground – spiega Chipperfield – ho voluto creare occasioni di relazione e dialogo, dare voce all'impegno degli architetti che con il loro lavoro possono concretamente migliorare le cose».

«L'architettura non avviene per caso, è una coincidenza di forze, richiede collaborazione e il suo successo – dice Chipperfield – dipende dalla qualità di questa collaborazione. Questa partecipazione non coinvolge solo i professionisti ma si attua anche con la società, tra chi commissiona, regolamenta e soprattutto chi abita i nostri edifici e città».

Alla Biennale di Chipperfield non si vedrà il meglio di quello che è stato realizzato nel mondo negli ultimi due anni. «Per me la Biennale non è X Factor» ha commentato il curatore.
Tra i protagonisti della sua Mostra ci sono architetti come Luigi Snozzi, la cui carriera è stata spesa a favore degli spazi comuni della città con un risultato particolarmente interessante nella città svizzera di Monte Carasso nel Ticino dove Snozzi ha costruito una serie di progetti in quarant'anni di attività. Riproducendo la Villa Rotonda del Palladio lo studio Fat ha acceso un faro sul tema della ‘copia' in architettura. «La copiatura è un terreno fertile ma si riconosce anche che copiare minaccia la mitologia della produzione architettonica recente basata sul genio individuale dell'autore».

Se Hans Kollhoff porta a Venezia una retrospettiva del suo lavoro con dettagli 1:1, gli svizzeri Herzog e De Meuron sono presenti alla 13° Mostra con una sola opera, la Filarmonica in cantiere ad Amburgo, descritta attraverso una collezione di articoli giornalistici che hanno animato (e animano) da anni il dibattito locale e internazionale. «Gli edifici a volte diventano campi di battaglia tanto quanto gli spazi condivisi – spiegano gli architetti svizzeri –. La Filarmonica è diventata un crogiuolo di dibattito politico, economico e ideologico ad Amburgo».


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