Progettazione e Architettura

La sfida della formazione specializzata. Niente assicurazione per i lavoratori dipendenti

Massimo Frontera

Sarà la neonata struttura dedicata all'alta formazione a organizzare l'aggiornamento continuo a tutti gli iscritti.

Per i professionisti dell'ingegneria, l'impatto della riforma si farà sentire sulla formazione continua obbligatoria, oltre che sull'assicurazione.

Impatto minore avrà il tirocinio, misura che appassiona poco la categoria e che verrà attuata senza fretta (si veda anche l'intervista al presidente del Cni ), forse anche perché gli ingegneri continuano a essere i professionisti tecnici con meno problemi nel trovare un lavoro dopo la laurea.

Anche la pubblicità sembra una novità che non tocca le corde di questi professionisti. «È un modo normale di aprirsi al mercato, ma non c'è ancora una tendenza forte a utilizzarla», minimizzano al Consiglio nazionale degli ingegneri.

A ben vedere, la formazione obbligatoria non è una novità totale per la categoria. Alcune figure professionali, soprattutto quelle con un collegamento al tema della sicurezza, sono già tenute a un aggiornamento periodico, associato a un sistema di crediti formativi. Si tratta degli ingegneri che hanno responsabilità legate alla sicurezza nei cantieri, alle norme antincendio, alla prevenzione e alla protezione. Inoltre, negli ultimi 20 anni, i vari ordini provinciali hanno promosso infinite iniziative e hanno elaborato tecniche per la formazione a distanza.

La vera rivoluzione sta però nel salto di scala: nell'assicurare a ciascun professionista la formazione specifica nel suo campo di attività. La gamma è davvero molto ampia ed estremamente specializzata: si va dalla chimica alle costruzioni, dal nucleare all'aerospaziale, dall'informatica alla biomedica all'ingegneria gestionale.

Non è un caso che la riforma abbia prodotto la creazione di una struttura ad hoc alla quale delegare questo tema. Si tratta di quella che è stata chiamata scuola di alta formazione, la cui mission si svolgerà lungo due direttrici principali: il governo della "macchina" formativa su tutto lo scibile dell'engineering (anche sotto il profilo delle tecnologie da implementare); la garanzia scientifica sul contenuto dei corsi abbinata alla vigilanza sulla lora qualità.

La scuola, nata in questi giorni, ha per ora la sua sede a Roma presso il Consiglio nazionale degli ingegneri ma avrà presto bisogno di spazi per svolgere la sua missione. È stata costituita come onlus privata, partecipata interamente dal Cni ma con una sua autonomia statutaria. Il presidente sarà nominato il prossimo 30 agosto.

L'estrema diversificazione della categoria è alla base anche di una applicazione più limitata dell'obbligo di assicurazione. Se la ratio della norma – ragionano gli ingegneri – è quella di garantire il cliente finale da eventuali sbagli del professionista al quale si sono rivolti, allora l'obbligo dovrebbe applicarsi solo a chi esercita la libera professione.

Si chiederà pertanto di escludere dall'obbligo di polizza gli ingeneri che svolgono un lavoro dipendente. Non solo. Nel regolamento ad hoc cui la categoria sta già lavorando si cercherà di mettere dei paletti anche alla "asimmetria" per la quale il professionista deve stipulare una polizza ma la compagnia può anche rifiutarsi di assicurarlo. Sullo sfondo c'è il rischio che in caso di sinistro, l'ingegnere riceva il benservito dalla sua compagnia e trovi da quel momento in poi la porta chiusa. Anche se il Consiglio nazionale ricorda che gli ingegneri hanno un tasso di sinistrosità bassissimo, il rischio teorico esiste e si cercherà appunto di evitarlo, per quanto possibile.

Nella fase di applicazione della riforma gli ingegneri cercheranno anche di aggiustare alcuni aspetti maldigeriti che riguardano i collegi disciplinari. La norma, per esempio è di difficile applicazione nel caso in cui si debba giudicare un professionista junior. Al Cni spiegano che siccome quest'ultimo va giudicato da colleghi pari grado, e siccome la rappresentanza nei consigli è minima (nel Cni, per esempio, c'è un solo consigliere junior) la norma è di impossibile applicazione. Su questa (e su altre altre questioni), il lavoro di lobbying con il ministero della Giustizia continua.


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