Progettazione e Architettura

Apre a settembre il nuovo spazio per la cultura e l'artigianato a Porta Nuova

Massimiliano Carbonaro

La nuova Stecca degli artigiani griffata Boeri è pronta e aprirà i battenti il prossimo settembre. Il Comune di Milano nei giorni scorsi ha concesso il comodato gratuito per uno degli edifici che completano il maxi intervento di riqualificazione urbana di Porta Nuova e l'immobile firmato dall'attuale assessore alla Cultura meneghino potrà ospitare attività culturali e artigiane.

Sono passati 5 anni da quando la Stecca venne chiusa e demolita nell'ambito della trasformazione che stava cambiando il volto del complesso Garibaldi-Repubblica, Varesine e Isola. Con il passaggio delle ruspe si cancellava tra le polemiche una delle ultime vestigia del passato industriale di Milano.

L'edificio che una volta era la sede di una macchina per motori per locomotive alla fine degli anni Ottanta venne occupato da un gruppo di artisti che lo trasformarono in una sorta di circolo culturale. Negli anni Novanta poi vi si insediarono una ventina di artigiani, pittori, due associazioni che continuarono a mantenere in vita la struttura.

Lo sviluppo urbanistico della città implacabile ne decise più che la fine, il cambiamento. Gli occupanti della struttura vennero trasferiti in una sede temporanea in attesa che la nuova Stecca venisse consegnata. Ora grazie alla delibera approvata in Giunta questo centro polifunzionale sarà operativo e davanti alla vecchia sede. Il nuovo edificio infatti è stato realizzato in via De Castillia esattamente sul fronte opposto alla precedente struttura, vicino alla stazione Garibaldi. I lavori sono stati finiti da quasi due anni ma mancava il via da parte dell'amministrazione che ora è arrivato. Il nuovo complesso è stato progettato dall'architetto Stefano Boeri ed è formato da due piani di laboratori, spazi flessibili, un'ampia parete in vetro così da apparire come una sorta di casa trasparente delle arti, una galleria coperta.

Il nuovo edificio vuole in qualche modo anche rappresentare una memoria storica: è così che si deve leggere – suggeriscono dallo studio Boeri - la scelta di materiali come la lamiera metallica e l'impiego di tecniche di costruzione semplici. Ha una forma rettangolare di circa 800 mq sviluppandosi su due livelli in cui al piano terra sono distribuiti tre laboratori con dimensioni diverse, mentre il piano superiore è adibito a spazi polifunzionali per corsi e attività comuni.

L'obiettivo dell'architetto era di rappresentare il carattere produttivo dell'area favorendo anche un processo di realizzazione rapida. L'immobile utilizza dispositivi di risparmio energetico ed è attento alla sostenibilità, sfruttando pannelli solari e fotovoltaici e una pompa di calore a emissione zero per climatizzare l'ambiente. Gli spazi interni sono estremamente flessibili grazie all'uso di pareti ed elementi di arredo mobili.

Esternamente invece l'edificio si presenta come un semplice parallelepipedo arricchito da alcuni elementi che fuoriescono dalla figura così da amplificare lo spazio per le attività all'aperto anche durante le giornate di brutto tempo. «Finalmente siamo giunti alla fine di un lungo percorso – hanno dichiarato gli assessori all'Urbanistica Ada Lucia De Cesaris e al Demanio Lucia Castellano – le associazioni del quartiere avranno di nuovo una sede che potrà ospitare le iniziative per il quartiere e per la città».


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