Progettazione e Architettura

Parte il conto alla rovescia per elaborare il materplan, si parte con i primi lotto-pilota su aree comunali

Maria Chiara Voci

La strategia del gruppo vincitore della gara internazionale lanciata dal Comune di Torino per disegnare lo sviluppo degli ambiti di trasformazione urbana della Variante 200

Una serie di lotti-pilota, su aree di proprietà comunale, per raccogliere le risorse necessarie a finanziare la progettazione della prima fase del metrò linea due. Poi lo sviluppo dell'infrastruttura, in modo sinergico con il disegno urbanistico del nuovo quartiere, per generare valore e attrarre investitori e capitali dall'estero.

Si regge su questi pilastri la strategia proposta dal raggruppamento, guidato da Recchi Engineering, che si è aggiudicato la gara internazionale "Variante 200" e che dunque affiancherà il Comune nello sviluppo del maxi progetto di trasformazione urbana di 900mila mq di territorio, nel quadrante nordest della città, negli spazi oggi occupati dall'ex scalo Vanchiglia, dagli insediamenti industriali dismessi di Spina 4 e dall'ex trincerone ferroviario di corso Sempione.

Un restyling che impegnerà l'amministrazione nell'arco del prossimi vent'anni e che farà di Torino un laboratorio per la sperimentazione di un nuovo modo di intendere il recupero del territorio.

«In un momento di straordinario cambiamento - spiegano i vincitori del bando - Torino si appresta a dar vita a nuovo modello di sviluppo urbano e si affaccia sul mercato internazionale del real estate con un progetto di grande ambizione, che coinvolgerà migliaia di nuovi abitanti, utenti e lavoratori».

La gara chiedeva la realizzazione del masterplan e la definizione dello studio economico-finanziario dell'intervento. Nel quadro del processo di riqualificazione saranno gestite e coordinate tre macro attività: la riqualificazione fisica, ambientale, funzionale e sociale del quadrante nord-est della città; il finanziamento, la realizzazione e la gestione della prima tratta della metro 2; l'attività di progettazione, coordinamento e realizzazione delle opere di urbanizzazione strategiche.

Il Gruppo di lavoro, guidato da Recchi Engineering, è costituito dagli olandesi di Architekten Cie, project leader, affiancati dal torinese Matteo Robiglio di Tra, Hines, la società Avalon per l'advisory economico-finanziaria, dallo studio legale Nctm, dal gruppo Mesa in cui lavora Ezio Micelli, docente presso l'Università IUAV di Venezia e assessore all'Urbanistica, dagli ingegneri di Manens-Tifs e di Systematica.

«Nell'operazione in partenza a Torino gli utenti finali hanno per la prima volta un peso decisivo – spiega Emanuela Recchi, presidente della Recchi Engineering -. La sostenibilità economica si costruisce a partire dall'ascolto del mercato e dei suoi stakeholders in termini sia quantitativi che qualitativi, a maggior ragione nel corso di un programma pluriennale come questo. L'investimento speculativo non funziona più. Le opportunità vanno costruite più che mai attraverso sinergie tra pubblico e privato, pianificazione integrata di urbanistica e mobilità, solidità nella pianificazione economica e nella governance con regole chiare e flessibili ma stabili nel tempo».

Per questo il masterplan di Variante 200, che secondo i termini della stessa gara dovrà essere pronto in fase di stesura preliminare entro tre mesi e consegnato definitivamente in otto mesi, insieme allo studio economico e finanziario, sarà caratterizzato dalla proposta di tipologie edilizie inedite, capaci di rispondere alla domanda che oggi non trova un'offerta e di fare di questo il proprio vantaggio competitivo.

«L'attrazione del capitale privato come nuova fonte di finanziamento - conclude Recchi - richiede uno sviluppo di alta qualità. I progetti si dovranno dunque fondare su criteri di sostenibilità sociale e urbana, scelta del sito, gestione efficiente di acqua, energia ed ambiente, materiali e risorse, qualità dell'aria negli ambienti interni, progettazione ed innovazione del sistema edificio-impianti e del sistema di vicinato, anche e soprattutto mediante il riuso e la valorizzazione dello stock esistente».


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