Progettazione e Architettura

Rinasce Bagnoli, ma senza privati e le infrastrutture

Paola Pierotti

Una grande occasione di investimento che gli operatori non sembrano ancora apprezzare a fondo. Ma ora l'ex Italsider sta veramente cambiando volto

Con Taranto e Porto Marghera, Bagnoli è uno dei più grandi siti industriali italiani del '900. A Napoli ci lavorava un paese: nel 1973 sono stati censiti 8.794 dipendenti (senza contare gli occupati dell'indotto). Un'eccellenza non solo per il Mezzogiorno ma per l'Italia, che a partire dagli anni '80-'90 ha iniziato la sua lenta dismissione e che dal 2002, con la costituzione di Bagnolifutura, ha iniziato a pensare alla sua fase B, post-industriale. Una sfida ambiziosa che si è scontrata con tempi lunghissimi di gestazione, che ha dovuto fare i conti con la politica, le risorse incerte, le strategie lacunose.

La Ruhr in Germania potrebbe essere considerata un riferimento: la più grande regione industriale d'Europa, dove sono state riconvertite e valorizzate le vecchie aree industriali con progetti di interesse sociale e artistico, soprattutto in città come Dortmund o Essen. Ma a Bagnoli le cose sono andate diversamente: si è definito un masterplan ma si è pensato più ai singoli comparti che alle connessioni. Interne ed esterne.

Opere finite in un grande cantiere. Nell'area si prevedono ad esempio a regime quattro linee di metropolitana ma i lavori avanzano a rilento. Volendo attraversare oggi il sito, si può passare solo per strade sterrate, percorsi di cantiere. Altro nodo critico per il mancato decollo di Bagnoli è l'assenza dei privati che aiuterebbero a posizionare meglio l'area sul mercato e a dare valore a un affare (pubblico e privato) che ora è ancora solo potenziale.
Alcune opere come la Porta del Parco, il Parco dello Sport e l'Acquario sono praticamente pronte, anche attrezzate (le prime due sono anche già state affidate in concessione e per la terza è stato indetto ora il bando), ma per ora quando si cammina a Bagnoli l'unico luogo "di vita" è il Turtle Point, un centro dedicato alla cura delle tartarughe marine ospitato in un edificio prefabbricato, che attende di spostarsi a breve nella nuova struttura dell'Acquario. Bagnolifutura è proprietaria di 188 ettari (ma ha avuto incarico di operare su circa 300: sono in corso le acquisizioni delle aree delle Ferrovie dello Stato, del Demanio e della Cementir e di altri proprietari minori). Due terzi del totale delle aree sono già stati bonificati e il costo previsto a oggi è circa di 107 milioni di cui 75 a carico del ministero dell'Ambiente, 15 del Por Campania e il resto di Bagnolifutura.

Il progetto.
Da luogo di lavoro a polo attrattivo con residenze e negozi, spazi per la produzione, un polo tecnologico, attrezzature per lo sport e per il tempo libero, ma anche una spiaggia e un grande parco. Il parco pensato come cerniera tra i quartieri di Bagnoli e Cavalleggeri si estende su una superficie di 120 ettari ed è l'unico intervento oggetto di un concorso di progettazione vinto dal gruppo guidato da Francesco Cellini nel 2006.

Con il piano urbanistico attuativo è stata prevista la conservazione di 16 testimonianze del ciclo siderurgico in cui troveranno sede alcune delle funzioni più rilevanti che caratterizzeranno e valorizzeranno il parco. Nell'altoforno si ipotizza di realizzare un museo del lavoro, negli uffici ex direzione, Bagnolifutura ha chiesto invece a Fintecna di attrezzare la struttura per i disabili, nel gigantesco volume dell'acciaieria si porta avanti l'idea di realizzare una Città della Musica con spazi per l'ascolto (chiusi e all'aperto) e spazi per la produzione di musica e strumenti musicali. Ma per ora sono solo idee. Tutte da finanziare.

La valorizzazione.
La Stu si occupa della valorizzazione immobiliare: acquisite le aree realizza le attività di bonifica e le infrastrutture, cedendo poi a terzi la realizzazione delle iniziative su terreni resi edificabili. Le fonti di ricavo della Stu sono la vendita dei terreni e la cessione dei diritti di gestione a terzi. In prima battuta Bagnolifutura ha recuperato alcuni fondi anche dalla rottamazione e dalla vendita di alcuni macchinari ceduti ai Paesi del Terzo Mondo, come Thailandia, Cina e India.

La nuova Bagnoli. Sette anni fa è stata inaugurata la passeggiata a mare sul pontile nord: spazio pubblico di proprietà dell'Autorità portuale che dal 2005 Bagnolifutura paga 200mila euro all'anno per la gestione e la guardiania. La Porta del Parco (Bagnoli Hub) costata 46 milioni di euro è pronta dal 2010: l'auditorium è in uso, mentre la spa (7mila mq) non è stata collaudata finora per la mancanza di un'infrastruttura (apertura: 25 luglio 2012). I ricavi annui per l'affidamento delle gestioni del centro wellness e della caffetteria sono di oltre 96mila euro (40.200 per il primo e 56mila per la seconda). Anche la gestione del Parco dello Sport progettato dallo studio di Massimo Pica Ciamarra è stata assegnata, si tratta in questo caso di un'area sportiva di 24 ettari distribuita su tre crateri che riprendono la morfologia tipica dei Campi Flegrei.

Maxi-polo sportivo pronto e attrezzato. Da due anni si potrebbe giocare a calcio, calciotto, rugby, tennis, pallacanestro, pallavolo, fare hockey o pattinaggio, percorrere i 5 chilometri di pista ciclabile, ma anche in questo caso l'opera – costata 38,4 milioni – è rimasta congelata. L'affidamento della gestione dell'opera prevede ricavi annui per 60mila euro. Per il Parco Urbano è stata prevista la realizzazione del I lotto e del 50% del II lotto. Il completamento dell'opera è previsto all'ottenimento di ulteriori contributi, relativi alla programmazione del Por Campania 2014/2020. Il nuovo Acquario dedicato alle tartarughe marine è costato 12 milioni ed è stato realizzato in uno dei siti di archeologia industriale vincolati, l'ex impianto trattamento acque. È questa la terza opera che aprirà a settembre, dopo tanti mesi di attesa.

Se resta ancora incerto il futuro di alcuni edifici di archeologia industriale, la Stu sotto la nuova guida di Omero Ambrogi (presidente) e Tommaso Antonucci (direttore) punta tutto sull'apertura del sito. In programma piccole ma numerose iniziative per attrarre cittadini e visitatori: dalla «piazza wi-fi» ai piedi del Bagnoli Hub alla connessione facilitata con la vicina Città della Scienza (con un ticket unico), all'arredo urbano con giardini (e magari anche la gestione del bar) del frequentatissimo Pontile Nord.


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