Progettazione e Architettura

Uffici, laboratori, mensa, auditorium e palestra per 400 persone. Pronta l'Agenzia Spaziale di 5+1AA

Paola Pierotti

Il 25 luglio sarà inaugurata ufficialmente la nuova sede dell'Agenzia Spaziale Italiana. Pronta da qualche mese a Roma, nella zona di Tor Vergata, aprirà ufficialmente le sue porte la prossima settimana, con la presenza del ministro dell'Istruzione, Università e Ricerca, Francesco Profumo, dei sette astronauti italiani, dei vertici dell'ASI, dell'ESA (Agenzia Spaziale Europea) e della Nasa e degli architetti Alfonso Femia e Gianluca Peluffo, progettisti della nuova architettura.

Uffici, laboratori, mensa, palestre, auditorium e biblioteca si organizzano in un sistema a più livelli, interrotto da rampe, articolato da colonne, e bucato sul soffitto con un attento uso del colore. «Gli edifici che compongo l'intero complesso architettonico si dispongono su linee di equilibrio formale e cromatico in continua tensione con il territorio circostante, non lontano dal nostro immaginario dei paesaggi spaziali. All'interno della struttura si ritrova una dimensione quasi onirica degli spazi – spiegano gli architetti dello studio genovese 5+1AA - guidata da un percorso fatto di atri, scalinate e corridoi che giocano con la luce delle grandi vetrate, dei lucernari colorati e dell'acqua riflessa».

Realizzata in un'area di 60mila mq per una volumetria di 91mila mc e 28.600 mq complessivi, la nuova struttura è stata progettata sul modello dei campus universitari: gli uffici sono concentrati in un'ala semicircolare che emerge come landmark, e in un corpo a forma di parallelepipedo (che interseca il primo lungo a un asse allineato con la facoltà di Ingegneria) sono previsti gli altri servizi: un atrio, un auditorium, una sala da 100 posti e aule per la didattica.

Completano questi due volumi altri edifici minori allineati a bandiera lungo l'asse perpendicolare al corpo di fabbrica che contiene l'atrio: qui sono previsti anche un asilo, uno sportello bancario, l'infermeria, la mensa, il bar, il tutto organizzato in un sistema compositivo unitario che alterna spazi aperti e spazi di lavoro. «Un oggetto nero completamente straniante – lo descrive così Gianluca Peluffo, partner dei 5+1AA – che cerca di fare massa critica in un territorio di periferia. Aggrega le forze per creare un nuovo ordine. Abbiamo realizzato un oggetto completamente nero all'esterno, che contrasta con i colori e con la luce zenitale che caratterizza gli spazi del lavoro e quelli comuni».

Colori vivaci e allegri all'interno quindi, rivestimenti neri all'esterno realizzati con l'alternanza di superfici intonacate, vetrate e ancora ventilate in alluminio. «Per i vetri abbiamo studiato diversi livelli di specchiatura – dice Peluffo – più specchianti a sud, più trasparenti a nord».
Il progetto dei 5+1AA è frutto di un appalto integrato e lo studio degli architetti genovesi è stato coinvolto prima come consulente del provveditorato delle Opere pubbliche del Lazio per il definitivo, e in un secondo tempo è stato chiamato dall'impresa Sac per sviluppare l'esecutivo sulla base del preliminare inizialmente elaborato dall'Università di Tor Vergata (proprietaria dell'area).

La storia della nuova sede Asi ha però altre origini: nel 1999 Massimiliano Fuksas aveva vinto un concorso per realizzarla al Flaminio, a pochi passi dall'Olimpico, dove nel frattempo sono saliti anche il Maxxi di Zaha Hadid e l'Auditorium di Renzo Piano. In giuria c'erano architetti di fama internazionale come Richard Rogers e Odile Decq, nella shortlist architetti come Enric Miralles, William Alsop e Bernard Tschumi. Ma il concorso è stato un flop perché il progetto vincitore è finito nel cassetto. Cambiato Governo e cambiata la dirigenza, l'Asi ha scelto un'altra strada: nuova area, nuove richieste, nuova procedura per scegliere i professionisti e di conseguenza nuovo progetto.

Passando dal Flaminio a Tor Vergata, la struttura pensata per 200 persone è stata costruita per 400. Così, non senza polemiche, invece di vedere l'Asi di Fuksas nel campus delle archistar del Flaminio oggi si può vedere a Tor Vergata la prima opera romana dei 5+1AA, cresciuta accanto alle residenze universitarie di Marco Tamino e al cantiere della Città dello sport di Santiago Calatrava, che per ora è ancora un'incompiuta.

Budget dell'operazione: 30 milioni. Il terreno su cui è salita la sede dell'Asi è di proprietà dell'Università, nel 2004 l'Asi ha fatto un accordo per l'uso dell'area ed è partito il nuovo iter. Il cantiere è iniziato nel 2007 e i lavori sono terminati nel 2011.

L'Asi a Tor Vergata è stata sviluppata in linea con la visione delle cosiddette «centralità», rilocalizzando uffici pubblici nelle nuove periferie. Ora la struttura è pronta ma per il suo totale gradimento non sarà indifferente l'assenza di infrastrutture.


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