Progettazione e Architettura

Freyrie: «Grave errore politico non valorizzarle, riforma non torni ad essere tema di serie B»


«Se il tirocinio deve innalzare lo standard qualitativo – e competitivo – dei nostri laureati e far sì che possano accedere in tempi ragionevoli al mondo del lavoro, non può essere un percorso ad ostacoli nel corso del quale pagare altri corsi universitari e sottoporsi a continui esami: lo standard europeo è, invece, articolato, in modo semplice e razionale, in cinque anni di università, più uno di tirocinio negli Studi professionali, con un esame finale abilitante. Ed ancora, circa la separazione, negli Ordini, della funzione amministrativa da quella del giudizio deontologico, non si comprende come si possa immaginare un modello più complicato e bizantino di quello di eleggere i Collegi di Disciplina separatamente dai Consigli degli Ordini. Ed ancora, è davvero inimmaginabile che si possa fare pubblicità sul prezzo della prestazione professionale prima ancora che il potenziale cliente descriva i suoi bisogni».
Così Leopoldo Freyrie, Presidente del Consiglio Nazionale degli Architetti, Paesaggisti, Pianificatori e Conservatori dopo l'incontro con il Ministro della Giustizia, Paola Severino, sulle contraddizioni contenute schema di Dpr di Riforma delle Professioni.
«Nonostante il Ministro e il Capo di Gabinetto Grisolia abbiano dimostrato la consueta cortesia e capacità di ascolto – prosegue Freyrie - è emersa chiara l'impressione che, passata quella che nei mesi scorsi era la necessità di dimostrare all'Europa le intenzioni riformatrici, il tema delle libere professioni sia tornato ad essere di serie B. Sembra anche che manchi un impegno serio del Governo nello scrivere norme chiare, praticabili, utilizzabili e in linea con quelle europee, per innovare il sistema mantenendo le garanzie per la comunità».
«Se fosse così – continua - sarebbe un grave errore politico, perché è proprio rendendo più capace, affidabile e competitivo il sistema professionale che si può dare fondamento e impulso al rilancio del Paese; se così fosse, poi, vedremo presto rinascere le pulsioni conservatrici nel mondo delle professioni, che invece aveva messo a disposizione del Paese e del Governo conoscenze, proposte e, soprattutto, il forte desiderio di contribuire attivamente ad uscire dalla palude economica e culturale in cui annaspa l'Italia».
«Mi auguro di sbagliarmi – conclude Freyrie – così come mi auguro che il Ministro Severino voglia modificare un testo di riforma inadeguato all'importanza dell'obiettivo che intende perseguire».


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