Progettazione e Architettura

Al team italo olandese con Architekten Cie, Manens-Tifs, e Recchi Engineering il masterplan della Variante 200

Maria Chiara Voci

Parte il disegno di un'area di 100 ettari a nord di Torino occupate da aree ex industriali e ferroviarie che rappresentano lo sviluppo della città nei prossimi 20 anni

È stato scelto a Torino il raggruppamento che avrà il compito di affiancare il Comune nello sviluppo del maxi-progetto di trasformazione urbana della Variante 200, nel quadrante nordest della città. A delineare la strada dell'operazione sarà la cordata guidata dagli olandesi di Architekten Cie, vincitori di numerosi premi, con l'esperienza torinese di Recchi Engineering, Avalon per la consulenza finanziaria, l'architetto masterplanner Matteo Robiglio di Tra (ex Avventura Urbana), attivo sotto la Mole e per anni impegnato sul fronte dell'architettura partecipata, Mesa per le analisi di mercato (studio fra cui spicca il nome di Ezio Micelli, attuale assessore all'Urbanistica del Comune di Venezia), Manens-Tifs per le competenze ambientali, lo studio Nctm per la parte legale e la società di sviluppo immobiliare Hines, che ha sedi in 15 Paesi e ha all'attivo importanti progetti come la Diagonal di Barcellona e l'area Renault a Parigi.

Dopo diverse settimane di analisi e cinque sedute, la commissione aggiudicatrice incaricata dalla Città ha scelto il vincitore della gara, bandita per la realizzazione del nuovo masterplan e la definizione dello studio economico-finanziario dell'intervento, che coinvolge oltre un milione di mq di aree ex industriali e ferroviarie, di proprietà mista pubblico-privata e che rappresenta, nei prossimi 20 anni, l'orizzonte più importante di riconversione del tessuto urbano sotto la Mole. Al bando, avevano risposto 16 cordate nazionali ed estere.

I vincitori, oltre a incassare il premio di 413mila euro, dovranno trasformare il masterplan in un vero e proprio progetto globale, che indicherà all'amministrazione la strada da seguire non solo per la riqualificazione architettonica e sociale, ma anche per la strategia economico-finanziaria. Il maxi-restyling dovrà richiamare a Torino investitori italiani ed esteri, per questo la Città punta a uscire da logiche troppo locali.

Il masterplan si affianca al materiale già raccolto dall'amministrazione in un precedente concorso di idee, del 2010, che ha raccolto soluzioni per trasformare i tre ambiti in cui è suddivisa l'area della Variante 200: Spina 4 (completamento del viale della Spina di Torino, pensato per un distretto del business); l'ex scalo ferroviario Vanchiglia, destinato a diventare un quartiere ecosostenibile; il cosiddetto trincerone dei treni di corso Sempione, oggi in stato di degrado e pensato come parco lineare.

«Grazie a questo innovativo bando – commenta Riccardo Bedrone, presidente degli architetti di Torino (clicca qui per 'lintervista ) – ancora una volta la città farà da apripista in Italia nell'inaugurare una procedura nuova per gestire le grandi trasformazioni. La città dovrebbe dotarsi fin da ora di regole condivise e di soggetti terzi, a vario titolo coinvolti nella vita economica locale, capaci di condividere con l'amministrazione la responsabilità delle scelte da affrontare, man mano che il masterplan prenderà forma e che si svilupperanno le proposte del gruppo vincitore».


© RIPRODUZIONE RISERVATA