Progettazione e Architettura

Per i tifosi del Toro un impianto moderno ma con un pizzico di nostalgia

Maria Chiara Voci

Il concorso di idee lanciato dalla Fondazione partecipata dal Torino footbal club ha scelto la proposta firmata da Nicola Rossi, Augustro Andrioli e Silvia Sgarbossa

Il 18 luglio del 1997, quando è iniziata l'opera di demolizione dello storico stadio Filadelfia, l'obiettivo era ricostruire un nuovo impianto nel giro di due anni, in tempo per l'anniversario del tragico incidente aereo di Superga, che il 4 maggio del 1949 ha cancellato il team del Grande Torino.

Dopo 15 anni, sotto la Mole pare finalmente essere in discesa l'iter per restituire ai tifosi il tempio sportivo, testimone delle imprese di capitan Valentino Mazzola e compagni.

Saranno premiati domani, 11 luglio, i vincitori del concorso di idee che è stato indetto dalla Fondazione Filadelfia, per il recupero della struttura. Primo classificato è il progetto elaborato da un pool di sei architetti umbri, guidato da Nicola Rossi, Augusto Andriolo e Silvia Sgarbossa, con i collaboratori Gabriele Maragotto, Efrem Trevisan e Roberto De Marchi. A loro la commissione giudicante (composta da tecnici e professionisti scelti dalla Fondazione, tutti di fede granata) ha assegnato i 5mila euro in palio per il primo premio. Al secondo posto (3.500 euro), il raggruppamento che fa capo a Fabio Mellina Gottardo e Silvia Manolino con Stefano Migliore e Davide Pavan. Terzo in lista (1.500 euro) l'architetto Nicoletta Carbotti.

In tutto, al bando hanno risposto 41 cordate: 34 i progetti ammessi e 7 quelli respinti. I progetti, che da ieri sfilano a Torino in una mostra allestita presso i locali di via Corte d'Appello 1, saranno visibili fino a sabato 14 luglio: nel primo giorno di apertura dell'esibizione, più di 250 torinesi si sono presentati per ritrovare fra carte ed elaborati i tratti del "Fila", da troppo tempo solo immaginato.

La raccolta delle idee sarà la base di partenza per avviare la ricostruzione dell'impianto. La Fondazione, a cui oltre a Comune e Regione Piemonte partecipano anche il Torino Football Club e una serie di associazioni di tifosi e sostenitori granata, avrà il compito di sovrintendere la rinascita dello stadio, che costerà all'incirca 12 milioni, di cui 3,5 sono coperti dal Comune (1,5 milioni sono già stanziati e 2 milioni sono impegnati sul bilancio 2012 e 2013).

In attesa di sviluppi, per il momento i fan del Toro dovranno accontentarsi degli elaborati, che pur innovando, cercano anche di recuperare la memoria passata. Anche perché, come spiega nella relazione il raggruppamento vincitore, «se la nostalgia rappresenta spesso un pericolo per l'architettura, nel caso del vecchio Stadio Filadelfia, alle motivazioni di carattere "affettivo" che suggeriscono un legame stretto ed attento con le preesistenze si aggiunge la convinzione che il vecchio impianto, pur economico ed austero, possa suggerire regole e dispositivi utili al disegno di un impianto moderno».


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