Progettazione e Architettura

A 25 chilometri da Ulaanbaatar arrivano ville, piazze e colline ispirate all'Italia per la «borghesia» mongola

Massimo Frontera

Un ondata di relativo benessere è arrivata in Mongolia. E ha reso possibile un ambizioso progetto promosso da imprenditori locali: un nuovo quartiere a 25 chilometri dalla capitale.

L'intero costo si aggira sull'equivalente di 700 milioni di euro. La superficie è di 350 ettari, qualcosa come 500 campi di calcio. Il luogo dell'intervento è in Mongolia, il Paese schiacciato tra Russia e Cina grande cinque volte l'Italia e abitato da neanche 3 milioni di persone, di cui la metà risiede nella Capitale Ulaanbaatar. A 25 chilometri da Ulaanbaatar, e 25 circa dal nuovo aeroporto in costruzione, sorgerà una new town interamente made in Italy.

Il nuovo insediamento è stato pensato per la nuova borghesia mongola, piccola e media, che ha raggiunto un livello di benessere tale da esprimere una richiesta di nuovi bisogni abitativi in un paese dove, nonostante un'escursione termica stagionale compresa tra 30 gradi estivi e i -40 gradi invernali, c'è ancora una quota consistente di popolazione che vive in tende e pratica il nomadismo. Un elemento non secondario alla base del progetto di delocalizzazione è l'elevato inquinamento della Capitale. Infatti, l'aprovvigionamento energetico del paese e della Capitale è totalmente a carico delle centrali a carbone che circondano Ulaanbaatar e che hanno fatto schizzare la città ai primi posti delle aree inquinate del mondo.

Gli italiani coinvolti in questo progetto sono lo studio milanese di architettura Barreca & La Varra e le imprese Ferretti International e Termigas. Si deve proprio a queste ultime il contatto avviato mesi fa con alcuni imprenditori mongoli. «Dopo l'avvio di una collaborazione in cui non era ancora chiaro il vero obiettivo del coinvolgimento delle imprese italiane, alla fine è arrivata la richiesta di ideare una città satellite per la capitale ispirata a modelli e stili italiani», rivela Gianandrea Barreca, architetto dello studio milanese.

Bocche cucite sul valore dell'incarico
. La proposta elaborata dal team italiano e in particolare dallo studio di architettura milanese è di una new town composta di tre elementi che si richiamano alla tradizione urbana e architettonica italiana ed europea. «Il primo elemento è la città densa, dove abbiamo concentrato i comparti residenziali più compatti e le funzioni pubbliche e sociali». «Il secondo elemento - prosegue Barreca - è la città giardino», concetto tradotto in una serie di unità residenziale isolate con giardino, ma all'interno sempre di una rete urbana. «Il terzo elemento è quello delle costruzioni eccezionali, come castelli e pievi collocati su alture dominanti, che nal caso specifico sono le ville isolate destinate alle categorie più agiate. Noi abbiamo riproposto questi elementi, che vengono tenuti insieme da un sistema di percorsi, spazi pubblici e verde».

«Diversamente da altre città satellite che si stanno realizzando in altre parti del mondo - sottolinea Giovanni La Varra, sempre dello studio di architettura milanese - la nostra si caratterizza per una forma di urbanità più densa e complessa, che mette insieme diversi tipi di habitat, dalla villa super lusso allo spazio più tradizionale, e anche una pluralità di abitanti; e questo consente una caratteristica più inclusiva ed evita invece la segregazione».

Oltre all'urbanistica e al design, il made in Italy si tradurrà anche in prodotti e finiture che verranno importati dal nostro Paese. E tra questi non ci saranno solo piastrelle ma anche infissi, una componente strategica per edifici collocati in zone caratterizzate da quest'ampia escursione termica.

Il richiamo alla cultura locale è dato invece da un percorso dedicato al passeggio a cavallo. «Il cavallo è importantissimo nella cultura mongola, è normale avere una stalla attigua alla casa», ricorda Barreca. Così lo studio ha pensato a una specie di percorso "equitabile" che corre lungo tutto l'insediamento.

Un po' di numeri
. Il nuovo quartiere satellite è pensato per 5mila persone. L'intera area è di 350 ettari. Sul maxi-lotto sono previste residenze private per 216.300, edifici pubblici per 116.710 metri quadrati, strade (273mila mq), percorsi equestri (25.407 mq), piazze (12.900 mq), parcheggi (13.800 mq), verde (270mila mq). Quanto alle residenze, sono previste 42 grandi ville (su lotti che vanno da 3,3 a 5,8 ettari), 182 ville di minore dimensione (su lotti tra 4mila e 10mila mq), 480 town house e 280 appartamenti.

Costi e Tempi
. La prima fase, riferisce Barreca, prevede un maxi-stralcio per un investimento pari a 100 milioni di euro. L'intero intervento ne costa 700. La progettazione urbanistica e preliminare è stata conclusa. Nei prossimo autunno sarà avviata la progettazione di dettaglio della prima parte, con l'obiettivo di essere pronti a marzo 2013 per l'avvio del cantiere. L'intera new town potrebbe essere completata in sei anni.


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