Progettazione e Architettura

Lungomare con landmark, quartieri residenziali sull'acqua e spazi per il tempo libero e la cultura

Paola Pierotti

Aggiudicato, a 18 mesi dal concorso, il masterplan per l'area di 80 ettari con 2,2 chilometri di frontemare nella città siciliana. Ha vinto il team con Ufo e i veneti Favero e Milan

Favero e Milan Ingegneria con Idrotec, gli studi di architettura di Benedetto Camerana e Ufo (Urban Future Organization), la paesaggista Erika Skabar, Marcello D'Alia, Alfredo Natoli e Gianluca Ardiri. È questo il gruppo che si è aggiudicato il primo premio al concorso indetto 18 mesi fa dal comune di Messina per riqualificare il frontemare.

Un progetto di rigenerazione urbana che ricorda i temi dei concorsi dell'Areale di Bolzano e quello indetto qualche settimana fa dalla città di Bari , avendo il comune l'obiettivo della riconversione di aree ferroviarie dismesse abbattendo barriere fisiche che per anni hanno separato la città. Ma anche un progetto che si occupa di relazione tra città e mare
(interessando un'area di circa 80 ettari per un waterfront di 2.200 metri di lunghezza) come le tante esperienze sviluppate da Trieste a Reggio Calabria, da Napoli a La Spezia (la maggior parte ferme sulla carta).

Quello per Messina è un progetto strategico che punta a innescare una rivoluzione urbanistica e immobiliare della città. Grazie al programma "Porti & Stazioni" il comune siciliano si è portato a casa, grazie al concorso, un masterplan e il preliminare di un centro servizi, una torre di 87 metri da costruire a 150 metri dal mare. Per passare però allo sviluppo del progetto alla realizzazione delle opere non ci sono risorse immediatamente disponibili: il Comune si attiverà per attrarre investitori privati e rincorrere i finanziamenti europei 2014-2020.

Il team guidato dagli ingegneri veneti ha vinto la gara ristretta in seconda fase a cinque cordate, puntando sull'idea di aprire la città al mare. «Oggi dalle principali vie della città, l'acqua non si vede mai – ha spiegato Claudio Lucchesi, messinese, studio Ufo – per questo ci siamo concentrati sull'idea di rafforzare la struttura urbana con elementi verticali, perpendicolari alla linea di costa, piuttosto che creare nuovi elementi orizzontali che separano città e mare». Come previsto dal bando di gara i progettisti si sono concentrati sul costruire per fasi, in modo da proporre una soluzione realizzabile in termini di risorse economiche ma anche di impatto sulla città.

«La prima fase riguarderà la realizzazione di un centro servizi e di un parco urbano in una zona degradata (Falcata) alle spalle della stazione centrale. Successivamente – ha spiegato Giacomo Villari, Rup del Comune – dopo il trasferimento delle aree ferroviarie si potrà sviluppare la seconda trance del progetto».

Il masterplan si articola per fasce tematiche. Prevede tra l'altro la realizzazione di aree a maggiore densità e intensità funzionale com'è la cosiddetta Piazza Europa (prevista in seconda fase su un'area ferroviaria dismessa) dove verranno integrati uffici e una struttura alberghiera in 13mila mq di superficie, ma anche un nuovo quartiere essenzialmente residenziale affacciato sull'acqua (112mila mq di slp di cui 101mila di residenziale, 8mila di ricettivo/alberghiero e
3250 di commerciale): "una nuova città-paesaggio" con alloggi orientati verso Sud e con una vista privilegiata sullo Stretto. Un altro comparto abitativo sarà realizzato in un'area oggi tagliata dai binari (13mila mq nel quartiere Cittadella) e una città-giardino con case di altezza contenuta, giardini esterni e terrazze pensili è previsto tra via Santa Cecilia e via Cannizzaro (24mila mq, quartiere Verde Abitare).

Il nucleo centrale del piano urbano sarà comunque la costruzione di un porto turistico integrato con una spiaggia balneare, spazi per il tempo libero e un albergo. «Sotto il profilo urbanistico recupereremo diversi ettari di territorio oggi occupato dai binari ferroviari, ricuciamo la cittadella storica con l'area interessata dal Piano portuale – ha dichiarato Gianfranco Scoglio, assessore allo Sviluppo economico del comune di Messina - aggiorniamo la vocazione urbana esaltando
il tema della diportistica e offrendo nuovi spazi per un polo tecnologico diffuso». Fondi disponibili? «Zero – ha chiarito l'assessore – puntiamo sui progetti europei e sull'imprenditoria privata. Questo bando non era solo un concorso di architettura ma abbiamo richiesto un business plan: contiamo sull'Autorità Portuale per la realizzazione delle infrastrutture pubbliche, con le Ferrovie dovremo trovare un accordo sulla valorizzazione del patrimonio dismesso. Con un progetto pronto ora potremo riscontrare l'interese anche da parte dell'imprenditoria privata».


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