Progettazione e Architettura

Vetro e acciaio per la Forgiatura, la riconversione firmata Giuseppe Tortato

Massimiliano Carbonaro

È una delle trasformazioni che può al meglio rappresentare la nuova Milano in cui un passato industriale viene progressivamente sostituito da un terziario avanzato. È stato completato e ha aperto i suoi uffici la Forgiatura, il nuovo centro polifunzionale meneghino in cui un'ex acciaieria è diventata un complesso destinato all'industria della creatività: dalla moda al design.

Il progetto porta la firma dell'architetto Giuseppe Tortato dello studio Milano Layout mentre lo sviluppatore è la società RealStep che su questa operazione ha investito 50 milioni di euro.
Un mix di nuovo e di antico con il fascino dell'architettura industriale storica valorizzata dal design contemporaneo fatto di acciaio, legno e vetrate. «Per questo progetto - ha spiegato l'architetto Tortato – che si propone come modello di rigenerazione urbana non violenta con una forte integrazione tra elementi architettonici e paesaggistici, abbiamo adottato una concezione inusuale degli elementi naturali, quali la terra e la luce, utilizzandoli quasi fossero "materiale da costruzione", come i mattoni o l'acciaio delle strutture».

La Forgiatura si colloca nella zona Certosa a Nord-Ovest di Milano lungo una direttrice che guarda verso l'area Expo. La rigenerazione ha coinvolto una superficie di 25mila mq per un totale di 7 edifici di cui 6 preesistenti e pesantemente ristrutturati intervallati da colline artificiali alte fino a 8 metri che conferiscono particolare movimento all''ambiente. Ma che rappresentano anche un elemento interessante architettonicamente visto che all'interno di una di questa sono inseriti due livelli del nuovo edificio che sbuca dal terreno per altri 8 piani.

La collina in pratica è stata pensata per sostenere con un reticolo di travi metalliche l'edificio superiore attraverso una sorta di scheletro a forma di cupola di diamante. Concetto che viene ancora più estremizzato nella riqualificazione di una delle strutture storiche in cui l'intero edificio è completamente integrato con la collina che appare verde fuori e cava dentro. In un'ottica ecosostenibile il progetto punta su impianti alimentati dall'acqua di falda, pannelli fotovoltaici sulle parti comuni, un impianto di climatizzazione condominiale che consente di ottimizzare richieste diverse nello stesso momento.

Un tunnel tecnologico è dedicato ai sottoservizi e collega tutti gli edifici: in questo modo le eventuali manutenzioni si svolgono tutte sottoterra. L'intero complesso risulta quindi carbon-free e in classe energetica B. I lavori sono stati realizzati dall'impresa di costruzione GDM di Peschiera Borromeo (Milano) che si aggiudicò la gara di appalto nel luglio del 2009.

«L'approccio progettuale – ha concluso Tortato – è stato sviluppato secondo criteri di sostenibilità ambientale, con un articolato percorso di analisi e pianificazione attento alle prestazioni energetiche, termiche, illuminotecniche ed acustiche, mirato al raggiungimento di alti livelli di comfort ambientale ed all'abbattimento dei consumi legati alla climatizzazione ed all'illuminazione artificiale».


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