Progettazione e Architettura

Parla l'ideatore Kipar: «Il banco di prova sono i maxi progetti lungo l'asse Genova-Trieste»

Paola Pierotti

Architetti, pianificatori, costruttori edili ma anche politici. Tutti insieme in nome di un nuovo modello di sviluppo del territorio, che viene presentato il 2 luglio all'Ance. L'idea, venuta all'architetto paesaggista Andreas Kipar, è stata promossa da Green City Italia, Fondazione Symbolia e sostenuto dall'Ance

"Verso la Green Landscape Economy". È questa la direzione a cui tendono costruttori, architetti e politici pensando a un modello di sviluppo diverso per l'Italia del domani. Uno slogan che annuncia un progetto ideato da Land e promosso da Green City Italia, Fondazione Symbola e sostenuto dall'Ance che sarà presentato a Torino il prossimo 2 luglio nell'ambito dell'Assemblea regionale dei costruttori.

Il progetto nasce da un'idea di Andreas Kipar ma vede il coinvolgimento di altri architetti come Mario Cucinella e Michele De Lucchi, dell'urbanista Federico Oliva e di un pianificatore dei trasporti come Fabio Casiroli. Riguarda l'asse trasversale che va da Genova a Torino, passando per Milano e arrivando a Venezia e Trieste.

Il grande progetto strategico che studia ipotesi concrete a partire dal nord Italia muove dalla constatazione che la crisi economica ci trova di fronte a un forte dilemma: come rilanciare l'economia e allo stesso tempo salvaguardare il fragile equilibrio ambientale? «Occorre un nuovo approccio alla sostenibilità - propone Andreas Kipar, di Land - all'interno del quale il paesaggio possa rappresentare un ruolo di primaria importanza. Diventa indispensabile ragionare non più in termini di singoli progetti ma di processi complessi, fondati su strategie che mirano alla valorizzazione delle risorse esistenti e all'attivazione di sinergie tra le diverse azioni progettuali con l'obiettivo di migliorare l'efficienza, l'operatività e l'economicità dell'intero sistema».
Ecco allora che nel modello proposto da Land il paesaggio diventa il motore di un nuovo sviluppo, capace di mettere a sistema progetti già in essere o opere già realizzate.

Il progetto si sviluppa a partire da un asse infrastrutturale esistente e collega Torino, con il suo rinnovato appeal internazionale dopo le Olimpiadi del 2006 e il futuro collegamento alta velocità con Lione; Novara e il suo ruolo di interporto; la nuova Milano con i progetti annunciati per Expo 2015; Bergamo e il grande successo di Orio al Serio e del parco scientifico-tecnologico Kilometro Rosso fino alla più recente operazione privata di "Veneto City", tra Padova e Mestre, un intervento che punta alla densificazione di funzioni urbane fungendo al contempo da grande infrastruttura ambientale (progetto sotto i riflettori, firmato da Cucinella e lo stesso Kipar).

«Da Torino a Trieste - spiega Kipar - stiamo raccogliendo progetti di eccellenza che possano rientrare in questo unico sistema, progetti che hanno un impatto a scala territoriale e che possono contribuire a generare una grande forza economia, proprio a ridosso del corridoio infrastrutturale esistente».

Questo progetto è stato presentato al Mipim dall'Ance, come modello innovativo di riqualificazione urbana e sarà protagonista dell'assemblea regionale il programma il prossimo 2 luglio a Torino. «Anche i costruttori si sono resi conto che non bisogna puntare sulle nuove costruzioni ma sul rinnovo dell'esistente. Il piano città può aiutare, la defiscalizzazione anche, ma deve cambiare la cultura. Con il centro studi dell'Ance stiamo cercando ad esempio di contare e di capire come si potrebbero razionalizzare le strutture industriali dismesse».

Il progetto prevede una sinergia tra costruttori, progettisti e politici ed è un richiamo alla creatività. «Servono architetture di eccellenza, anche di modeste dimensioni - dice Kipar - che devono saper rispondere alle nuove esigenze. Servono architetture intelligenti che non siano indifferenti nè banalizzino il contesto ordinario».


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