Progettazione e Architettura

L'eco-city sull'acqua di T Studio potrà ospitare fino a 10mila persone

Paola Pierotti

Il progetto di «Dao Viet Eco City» è made in Itay ed è firmato dallo studio romano di Guendalina Salimei, che ha vinto la competizione internazionale indetta dall'autorità locale Petrovietnam Premier Recreational

Sulla scia del successo dei progetti innovativi dell'eco-city di Dongtan in Cina, di Zira in Azerbaijan, the Palm Island a Dubai e Masdar City ad Abu Dhabi, «Progetti e Concorsi» svela il progetto di una nuova eco-city.

Si tratta di una conurbazione, totalmente artificiale, capace di accogliere tra duemila e 10mila abitanti, in un'area di 800 ettari. La nuova città è stata voluta dalle autorità pubbliche ed è stata progettata per la baia di Halong in Vietnam.

Il progetto di «Dao Viet Eco City» è made in Itay ed è firmato dallo studio romano di Guendalina Salimei. T Studio con i milanesi di Studio Majone (per competenze sull'ingegneria idraulica) e i tedeschi Transolar (per l'efficienza energetica) ha vinto infatti una maxigara internazionale che ha visto al secondo posto gli australiani Ptw architects e al terzo High End Jsc.

T Studio con Majone e altri tre studi italiani (n!studio, Interstudio e Cortesi) gravitano sul Vietnam da un paio d'anni, condividendo uno spazio comune, e avendo un piede sul territorio hanno avuto la possibilità di essere coinvolti in questa importante competizione internazionale.

«All'anonimato dell'architettura internazionale e al formalismo dell'architettura nostalgica il progetto – spiega Salimei – contrappone un'architettura legata al paesaggio, proponendo soluzioni tipologiche e tecnologiche avanzate ma attente all'evoluzione delle architetture locali».

Venezia è il modello di riferimento come eccezionale città d'acqua, e sull'esempio dei progetti delle altre eco-city la progettazione si è concentrata soprattutto sull'autosufficienza energetica con interventi mirati sul sistema di rifiuti e della mobilità.

«La testa del Drago come tutto il resto del complesso è un'opera interamente artificiale – spiega Salimei –. La forma data con il progetto è quella modellata di un paesaggio rurale vietnamita, con pendii lievemente scoscesi e terrazzati. A questo paesaggio, con un'operazione concettuale viene sovrapposto il paesaggio urbano di Hanoi».

L'ibridazione tra paesaggio rurale e quello urbano avviene attraverso un approccio scultoreo: lo scavo delle vie all'interno del paesaggio terrazzato. Il progetto prevede la realizzazione di cinque nuove isole e la committenza (Petrovietnam Premier Recreational) ha chiesto di ipotizzarne lo sviluppo per stralci. La fattibilità resta affidata al test del mercato.


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