Progettazione e Architettura

Sviluppo e riqualificazione nel laboratorio Milano

Paola Pierotti

Taidelli, Piuarch, Citterio-Viel, Zucchi, De Lucchi, Park, Beretta. Sono tra gli architetti milanesi che hanno cambiato il volto della loro città con progetti di rivitalizzazione del tessuto urbano degradato

Mancano mille giorni all'apertura dell'evento, 800 milioni che deve mettere il Governo per i padiglioni e 2,5 miliardi per le infrastrutture, e Pisapia ha lasciato l'Expo nelle mani del presidente Monti. Il sindaco di Milano denuncia così il mostruoso ritardo di investimenti e infrastrutture. Un segnale forte, che ribadisce l'evidenza, e che dimostra la debolezza di un'operazione su cui si poteva invece investire per rilanciare il capoluogo lombardo e tutto il nostro Paese. Tutta la Lombardia ma anche Veneto e Piemonte in questi ultimi due anni hanno promosso (e promesso) iniziative al traino dell'Expo. Al momento, Milano vacilla.

Capitale del dinamismo imprenditoriale italiano, patria del design, città del Salone del Mobile e del Made, Milano corre verso il 2015, zoppicando. Progettisti e developer puntano sulla tappa del grande evento ma non è in quell'area che oggi ci sono i cantieri più interessanti. Tanto meno i progetti, tanto che il presidente degli architetti Leopoldo Freyrie ha sferrato un duro attacco contro lo stile in house dell'Expo.

La nuova Milano non è quella dei rendering delle serre dell'Expo. Non è solo quella delle grandi trasformazioni di Rho Pero o di Milanofiori Nord, né quella delle maxioperazioni immobiliari con Citylife in testa, con i tre grattacieli e il sistema di residenze griffate Hadid, Libeskind, Isozaki con alloggi da oltre ottomila euro a mq. Non è la nuova Milano solo quella del cantiere Hines in fermento nell'area di Porta Nuova.

La Milano delle nuove architetture è quella che si sta costruendo dall'interno, aggiungendo un pezzo dopo l'altro, innovando le destinazioni d'uso. Si veda la gallery . A Milano si costruisce sul costruito. Basta sfogliare il recente libro «Milano. Le nuove architetture» curato da Maria Vittoria Capitanucci (Skira editore) per avere un quadro chiaro delle novità: decine di opere progettate e costruite da architetti milanesi, italiani e internazionali. Non solo musei ed edifici simbolo come accade ad esempio per la "nuova Roma ".

A Milano l'aria di innovazione e sperimentazione si respira anche quando si guardano le nuove residenze, i tanti edifici direzionali (quelli realizzati ex novo ma anche quelli ricostruiti all'interno dei palazzi esistenti), i sopralzi che lentamente hanno modificato lo skyline della città, gli orti urbani e gli spazi pubblici. «Il vero laboratorio milanese è quello che sta cambiando la città nelle sue pieghe – spiega Luca Molinari – dal suo ventre poroso e instabile».

La nuova città non è rappresentata tanto dall'architettura finanziaria e simbolica ma piuttosto «da alcune iniziative che dal basso, e attraverso comunità consapevoli provano a dare forma a una città diversa – dice Molinari – in cui il progetto di architettura è uno degli strumenti possibili di partecipazione politica al cambiamento della città». Esempi? Le residenze delle Cooperative come quella di Zoia promossa dalla cooperativa Solidarnosc, il recupero di alcune cascine, il sopralzo delle tre torri Aler di Mario Cucinella.

A Milano tutto questo è successo in attesa di un disegno politico unitario, aspettando il Pgt, arrivato al traguardo faticosamente pochi giorni fa. Sulla recente trasformazione milanese ha influito l'acutizzarsi della crisi. «Si registra un ripensamento in termini critici, ma anche più etici – dice Capitanucci – di ogni forma di intervento di nuova generazione».

Milano oggi si può leggere come città-modello per l'intervento sulla preesistenza. L'elenco delle opere recenti e dei cantieri aperti è lungo: dal nuovo museo di David Chipperfield finalmente pronto all'Ansaldo al recupero dei Frigoriferi Milanesi di 5+1AA, dall'edificio di via Zenale firmato dal trentenne Filippo Taidelli al recupero di via Turati progettato da Park Associati.

Tra le ristrutturazioni d'autore anche il progetto di Jean Nouvel per l'ex cinema Excelsior, il recupero del palazzo delle Poste in via Ferrante Aporti disegnato da Citterio-Viel sul fianco della stazione Centrale e la rigenerazione dell'Hotel Gallia firmata da Marco Piva.

Dalla nuova Borsa, all'istituto ex sieroterapico, dal nuovo edificio per Geox ad un complesso scolastico per la Provincia, sono quattro gli edifici milanesi firmati negli ultimi anni da
Dante Benini .


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