Progettazione e Architettura

Expo 2015, il cronometro corre, tra dimissioni, progetti in house, inchieste e polemiche

Massimiliano Carbonaro

L'Expo rinuncia al suo landmark: le serre bioclimatiche. Non si faranno. La notizia arriva il giorno dopo le dimissioni annunciate da Giuliano Pisapia dal suo ruolo di commissario straordinario dell'Expo in polemica con il Governo

Addio anche alle serre bioclimatiche: saranno un'altra cosa. L'Expo perde anche l'ultimo suo landmark e può sperare soltanto nel Padiglione Italia per trovare il suo segno da lasciare nella storia architettonica di Milano e di questa manifestazione internazionale. È il primo e più evidente risultato della presentazione avvenuta il 12 giugno del cantiere e del progetto completo messo a punto in house dalla stessa società organizzatrice.

Cosa resterà dell'Expo. Nel blocco delle così dette aree tematiche erano comprese anche le Serre Bioclimatiche che da subito sono apparse come uno degli elementi più suggestivi dell'intera esposizione grazie all'obiettivo di raccogliere i biotipi da tutto il mondo. Ora questa area tematica è diventata Biodiversity per 14mila mq espositivi, ma sarà costituita da isole dedicate al racconto della biodiversità attraverso la ricostruzione all'aperto di paesaggi in grado di adattarsi al clima milanese e soprattutto attraverso illustrazioni tassonomiche. «Non abbiamo trovato – ha spiegato Sala – una soluzione che potesse sostenere il costo delle serre e soprattutto la loro manutenzione nel tempo». Diciamo addio così a un altro segno rappresentativo dell'Expo che al momento non sembra destinato a lasciare niente di tangibile se non un'area super infrastrutturata che poi dovrà essere ricollocata sul mercato.

L'unica speranza a questo punto è rappresentata dal Palazzo Italia, che insieme all'Expo Center e la Lake Arena è destinato a restare dopo la manifestazione. Il problema è che al momento non si hanno novità su questo fronte. Anzi come ha sottolineato il sindaco di Milano Giuliano Pisapia, dimissionario dalla sua carica di commissario straordinario dell'Expo: «So che è stato nominato un commissario per il Padiglione Italia, ma al momento non ha soldi e neanche una sede dove operare».

Le dimissioni di Pisapia
. I riflessi delle dimissioni, motivate con lo scarso impegno del Governo nel sostenere l'Expo, potrebbero però avere riflessi sugli sviluppi delle gare. «I poteri commissariali – ha sottolineato l'ad Sala – sono fondamentali per la complessità delle opere, per comprimere i tempi, introdurre penali straordinarie per chi non rispetta i contratti e per aggiudicare in pendenza di validazioni». Sul tavolo poi c'è l'annuncio del presidente del consiglio Mario Monti che ha promesso l'istituzione di un tavolo di coordinamento romano che vede insieme oltre allo stesso premier due viceministri e due sottosegretari con funzioni di sostegno e indirizzo. Una mossa che non sembra poter risolvere il problema dei tempi e soprattutto quello che più sta a cuore al Comune di Milano, cioè che gli investimenti per l'Expo stiano fuori dal Patto di stabilità come più volte chiesto.

Fino all'ultimo respiro. Sarà così, una corsa contro il tempo per arrivare al primo maggio del 2015 con l'intera struttura espositiva completata. Su una superficie di 1,1 milioni di mq dovranno essere realizzati la piastra su cui nasceranno i vari padiglioni e una serie di strutture in gran parte temporanee e in minor misura destinate a restare. Il cantiere è già in corso, si stanno risolvendo i problemi legati alle interferenze e a luglio verrà assegnata la seconda maxi gara da 270 milioni a base d'asta per la preparazione del sito così da vedere la partenza dei lavori ad agosto.

L'inchiesta sul primo appalto dell'Expo. Intanto però sull'assegnazione del primo appalto (gara da 97 milioni di euro aggiudicata a 65 milioni) per le interferenze alla società Cmc di Ravenna pende un'inchiesta per turbativa d'asta. Ma soprattutto nella time line di Expo si legge che gli allestimenti del sito espositivo e delle aree tematiche verranno ultimati nell'aprile del 2015: quindi non c'è margine per errori o ritardi di alcun tipo.

Nel dettaglio i lavori per la rimozione delle interferenze sono iniziati a fine ottobre 2011 e termineranno a febbraio 2015. A fine 2012 sarà completata la viabilità perimetrale e inizieranno gli scavi per deviare o interrare i corsi d'acqua che attraversano l'area. Appunto questa estate cominceranno le opere per la piastra che procederanno di concerto con le rimozioni e la realizzazione degli impianti che corrono sotto gli assi principali che attraversano l'area: il cardo e il decumano. Nell'estate 2013 si cominceranno a costruire le due passerelle di collegamento tra il sito e la Fiera e tra il sito e Cascina Merlata e intanto partiranno i restanti interventi. Per quanto riguarda il capitolo bonifiche che in principio destava qualche preoccupazione visto che l'area – ora a destinazione agricola – aveva un passato industriale ed è contigua all'area della Fiera di Rho-Pero dove si stoccavano carburanti, sono stati effettuati 300 sondaggi di caratterizzazione.

La situazione, per l'ad di Expo, Giuseppe Sala, non desta problemi con solo 8 ambiti «su cui si sta già lavorando, che necessitano bonifiche, ma senza gravi problemi».

La composizione dell'area espositiva. La progettazione preliminare effettuata in house dalla società organizzatrice è terminata. Ora tocca, oltre alla piastra, ai singoli interventi tra strutture e padiglioni. La presentazione ha svelato come è stato declinato il Masterplan dell'Expo. Intanto sono previsti una serie di aree tematiche a partire dal Padiglione Zero che sarà una delle principali vie di accesso al sito. Si tratta del più grande ambito della manifestazione con i sui 38mila mq espositivi, che però è uno dei padiglioni dell'attuale fiera di Rho-Pero allestiti per l'occasione.

Sono poi previsti due Future Food District per 5mila mq complessivi che vogliono rappresentare le nuove tendenze e tecnologie nel conservare, distribuire, acquistare e consumare cibo. Un altro padiglione sarà il Food Art per altri 2.500 mq in un mix di cibo e rappresentazione artistica. Il Sustainable Food Pavillion vive del supporto di un'università statunitense (l'UC Davis) e svilupperà idee innovative sul cibo e la sostenibilità. Previsto anche un Children Park e la sistemazione della storica Cascina Triulza. Poi c'è tutta la partita legata alle aree eventi e si va dall'Expo Centre con un Auditorium da 1.500 posti e una Performance Area da 3mila mq; la Lake Arena, un nuovo specchio d'acqua di 100 m capace di ospitare 3mila persone.

L'Open Air Theatre è un altro grande spazio per 9mila persone non distante dalla Collina Mediterranea, rilievo artificiale che funzionerà come barriera rispetto alle contigue autostrade ma fornirà anche una prospettiva di tutto il sito. Complessivamente si tratta di una partita da circa 200 milioni di euro che dovranno essere realizzati da Expo spa. Sono tutte opere le cui gare sono programmate a partire da fine 2012 per continuare il prossimo anno. Si tratta, nella stragrande maggioranza degli interventi, di appalti integrati sul progetto preliminare, come è già stato reso noto, con una procedura che penalizza la ricerca di novità architettoniche. Fanno eccezione la ristrutturazione della Cascina Triulza, la realizzazione del Lago e le due Passerelle che prevedono solo gare di lavori.


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